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Lambrolizumab, un anticorpo anti-PD-1, appare promettente nel melanoma in fase avanzata


Il nuovo anticorpo anti-PD-1 Lambrolizumab è risultato associato a tassi di risposta di oltre il 35% in una coorte di pazienti con melanoma avanzato.

L'analisi ha incluso 135 pazienti. I pazienti sono stati assegnati a una di tre dosi di Lambrolizumab: 10 mg/kg ev ogni 2 settimane, 10 mg/kg ogni 3 settimane, oppure 2 mg/kg ogni 3 settimane.

I pazienti che avevano ricevuto Ipilimumab ( Yervoy ) erano considerati eleggibili per lo studio.

E’ stata valutata la risposta tumorale ogni 12 settimane.

Gli eventi avversi più comunemente riportati sono stati la fatica di basso grado, il rash, il prurito e la diarrea.

Il tasso di risposta globale, secondo i criteri RECIST, è stato pari al 38%.

I pazienti della coorte 10 mg/kg ogni 2 settimane hanno presentato un tasso di risposta del 52%, il più alto osservato con i tre dosaggi.

La precedente terapia con Ipilimumab non ha influenzato la risposta. Il tasso di risposta tra i pazienti precedentemente trattati con Ipilimumab è stato del 38% vs 37% nella coorte dei pazienti naive a Ipilimumab.

A 11 mesi di follow-up mediano, l’81% dei responder erano ancora in trattamento.

La sopravvivenza mediana priva di progressione tra tutti i 135 pazienti è risultata maggiore di 7 mesi.

Dallo studio è emerso che nei pazienti con melanoma avanzato, inclusi quelli che avevano avuto una progressione della malattia, mentre stavano ricevendo Ipilimumab, il trattamento con Lambrolizumab ha provocato un alto tasso di regressione sostenuta del tumore, con effetti tossici principalmente di grado 1 o 2. ( Xagena )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2013

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