EMBOLIA POLMONARE

(Giuseppe Giancaspro, Marianna Suppa,
DEU Policlinico Umberto I, Università " La Sapienza ", Roma)


  

I. DEFINIZIONE

Migrazione di una massa solida, liquida o gassosa di dimensioni varie (embolo) da una sede periferica attraverso una vena sistemica o dal cuore destro in un vaso del circolo arterioso polmonare con interruzione improvvisa totale o parziale del flusso di sangue che può determinare:

alterazioni respiratorie: effetto spazio morto (zone alveolari ventilate ma non perfuse),

alterazioni circolatorie: riduzione del letto arterioso polmonare, ipertensione polmonare, cuore polmonare acuto, calo della gittata cardiaca, ipotensione arteriosa sistemica, diminuzione della portata coronarica,

infarto polmonare emorragico.

  

II. ETIOPATOGENESI

1. Tromboembolia polmonare

La più frequente. L' embolo polmonare è costituito da un coagulo ematico che in oltre il 95% dei casi si stacca da un trombo rosso a superficie liscia di una trombosi venosa profonda (TVP) delle vene al di sopra del ginocchio (poplitee, femorali, iliache) o da un trombo più distale non trattato estesosi prossimalmente.

In percentuali molto basse l' embolo proviene dal cuore destro o dai distretti venosi della cava superiore.

Fattori di rischio acquisiti per la trombosi venosa profonda e la tromboembolia polmonare:

Sesso femminile

Età > 40 anni

Obesità

Fumo

Fratture o traumi degli arti inferiori, anca, pelvi

Chirurgia (ortopedica, ginecologica, urologica, generale dell' addome)

Neoplasie (polmonari, gastrointestinali, pancreatiche, genitourinarie)

Gravidanza, postpartum

Contraccettivi orali

Lupus anticoagulant o anticorpi antifosfolipidi o anticardiolipina

Varici venose degli arti inferiori con insufficienza venosa cronica

Immobilizzazioni prolungate (ictus cerebrale, scompenso cardiaco congestizio, BPCO, lesioni del midollo spinale)

Pregressa trombosi venosa profonda con tromboembolia polmonare (TEP)

Malattie mieloproliferative: policitemia vera, trombocitemia essenziale

Emoglobinuria parossistica notturna

Diabete mellito

Collagenopatie

  

Fattori di rischio congeniti per la TVP (trombofilia) e la TEP:

Deficit di antitrombina III

Deficit di proteina C

Deficit di proteina S

Resistenza alla proteina C attivata (mutazione del fattore V)

Deficit del cofattore eparinico II

Omocistinuria

  

Cause di TEP da " tromboemboli " delle sezioni destre del cuore o del sistema cavale superiore:

Mixoma dell' atrio destro

Infarto acuto del ventricolo destro con trombosi parietale

Fibrillazione atriale

Cateteri di pace-maker

Endocardite batterica acuta della tricuspide

Cateteri venosi centrali a lunga permanenza per nutrizione parenterale o chemioterapia

  

L' occlusione embolica di un ramo arterioso polmonare nel soggetto con normale funzione ventricolare sinistra non provoca infarto pomonare perchè l'irrorazione della zona tributaria del vaso colpito può essere assicurata dalla circolazione bronchiale attraverso anastomosi tra le arterie bronchiali e le arterie polmonari.

Nell' occlusione embolica con preesistente scompenso ventricolare sinistro l'infarto polmonare emorragico è pressocchè la regola perchè la stasi venosa del piccolo circolo ostacola il flusso di sangue proveniente dalle arterie bronchiali aggravando ulteriormente la stasi locale e favorendo lo stravaso ematico intraparenchimale e l' infarto.

2. Embolia polmonare non trombotica

Le embolie di grasso o di altro materiale solido hanno le stesse conseguenze del coagulo ematico embolico mentre le embolie gassose determinano sintomi acuti e fugaci che talvolta possono anche essere molto gravi in rapporto alla quantità d' aria presente nel circolo venoso.

Embolia adiposa. E' la forma più frequente tra le embolie polmonari non trombotiche. Si verifica a seguito di una frattura delle ossa lunghe (femore, tibia), ma talvolta anche dopo un trauma del tessuto adiposo o del fegato infiltrato di grasso. E' caratteristico un intervallo libero di 24-72 ore dal trauma, improvvisamente compaiono: irritabilità, confusione mentale, delirio fino al coma, dispnea, tachicardia, tachipnea e quadro clinico-radiologico di ARDS, si osservano petecchie sulla parte superiore del torace e sulle braccia per la comparsa di una trombocitopenia, frequenti sono l' anemia, l' ipocalcemia e la DIC. La mortalità è del 10%.

Embolia da liquido amniotico. E' possibile alla fine del primo stadio del parto. Si presenta improvvisamente con grave dispnea, cianosi, ipotensione arteriosa, shock circolatorio, convulsioni tonico-cloniche, coma. La mortalità è dell' 86%.

Embolia gassosa. Cause: complicanze neurochirurgiche, taglio cesareo, cateterismo cardiaco, circolazione extracorporea, sesso orogenitale (partner che soffia aria forzatamente nella vagina), pneumotorace, rapida risalita dopo immersioni subacquee (malattia dei cassoni). Sono necessarie grandi quantità di aria per avere effetti letali (5-15 ml/Kg). Sospettare la diagnosi nei pazienti con dispnea, cianosi, shock circolatorio, convulsioni, paresi, coma.
Semeiologicamente va ricordato un improvviso rumore idroaereo di gorgogliamento intratoracico. La mortalità è elevata.

Embolia settica. E' il quadro clinico più comune nel paziente con endocardite destra ed infezione persistente.

Embolia tumorale. Si presenta sotto forma di cuore polmonare subacuto o cronico. Per lo più associata a cancro gastrico, epatico, renale, trofoblastico.

  

III. CLASSIFICAZIONE

Embolia polmonare acuta massiva

Quando siano interessati almeno due rami lobari o l' equivalente (oltre il 50% del letto vascolare polmonare) e si manifesti clinicamente con shock circolatorio o arresto cardiaco.

Embolia polmonare acuta submassiva

Quando siano interessati almeno un segmento polmonare o l' equivalente (30-40% del letto vascolare polmonare).

Microembolia polmonare cronica recidivante

Dà origine ad un quadro di ipertensione polmonare cronica.

  

IV. SEGNI E SINTOMI DELLA TEP

Sono più evidenti nella forma massiva o submassiva.

Dispnea improvvisa, non giustificata dal reperto obiettivo toracico inadeguato o assente

Dolore precordiale violento "a colpo di pugnale", oppressivo, accompagnato a senso di angoscia, o dolore epigastrico (ischemia del ventricolo destro per cuore polmonare acuto, ipotensione arteriosa, ridotta portata coronarica)

Sincope

Tachicardia

Tachipnea con iperpnea

Tosse

Venostasi giugulare

Cianosi

Shock circolatorio

Arresto cardiaco (dissociazione elettromeccanica)

Emottisi, dolore toracico puntorio di tipo pleuritico, febbre se si sviluppa infarto polmonare.

TVP, edema di un arto inferiore con possibile positività dei segni di Bauer (dolore alla palpazione profonda del polpaccio), Homan (dolore al polpaccio durante la flessione dorsale forzata del piede) e Laurel (dolore al polpaccio dopo un colpo di tosse od uno sternuto)

  

V. DIAGNOSI DI TEP

Esclusi i casi ostetrici l' embolia polmonare è rara al di sotto dei 40 anni. E' più frequente nelle donne rispetto agli uomini con un rapporto di 3:1. Segni e sintomi non specifici possono ostacolarne il riconoscimento precoce.

La TEP può precedere le manifestazioni cliniche della TVP degli arti inferiori; non raramente nei cardiopatici si manifesta soltanto con un aggravamento improvviso dello stato di scompenso preesistente.

Pertanto il sospetto clinico di embolia polmonare è un prerequisito per la diagnosi stessa.

La diagnosi si pone con indagini strumentali e di laboratorio che devono susseguirsi rapidamente secondo un ordine prioritario per non rischiare decisioni terapeutiche affrettate e potenzialmente dannose (scintigrafia polmonare positiva per embolia polmonare ma eseguita prima della radiografia del torace che poi mostra un pneumotorace; angiografia polmonare effettuata senza attendere la valutazione delle radiografie del torace che poi diagnosticano per un' altra patologia).

L' elettrocardiogramma può essere normale solo nella forma submassiva, le anomalie più frequenti sono: tachicardia sinusale persistente, morfologia S1Q3T3 con ST sottoslivellato in D2, onde P polmonari, blocco di branca destro di recente insorgenza completo od incompleto (anche temporaneo se le condizioni del paziente migliorano), contrazioni premature atriali e/o ventricolari, fibrillazione atriale parossistica di recente insorgenza, ipertrofia con sovraccarico ventricolare destro (alte onde R di voltaggio decrescente da V1 a V4 con sottoslivellamento del tratto ST ed onde T negative).

L' emogasanalisi evidenzia un' ipossiemia (PaO2 < 80 mmHg) con un' ipocapnia (PaCO2 < 40 mmHg) e tendenza all' alcalosi respiratoria per l' iperventilazione del paziente.

La radiografia del torace può escludere la presenza di altre patologie: pneumotorace, polmonite, edema polmonare acuto, atelettasia. Nell' embolia polmonare può essere normale; solo in alcuni casi senza infarto polmonare può fornire elementi utili: improvvisa interruzione dell' ombra di un ramo arterioso con iperdiafania della relativa zona polmonare, dilatazione del tronco dell' arteria polmonare e del ventricolo destro con possibile ingrossamento ilare, atelettasia basale a piastra. In caso d'infarto polmonare non prima di 24-36 ore dal fatto acuto può mostrare opacità rotondeggianti, lineari, di rado tipicamente triangolari, localizzate più frequentemente nei lobi inferiori soprattutto a destra. Talora le opacità si accompagnano ad un versamento pleurico che può mascherare l' infarto (più frequente a destra) o l' innalzamento dell' emidiaframma omolaterale. Le immagini dell' infarto persistono per settimane e poi si riducono a lievi strie fibrotiche o scompaiono del tutto.

L' ecocardiogramma M-B-mode transtoracico con Doppler cardiaco mostra un ingrandimento del ventricolo destro, un anormale movimento diastolico del setto interventricolare (SIV) verso la cavità ventricolare sinistra (sovraccarico di pressione acuto del ventricolo destro) od un movimento sistolico paradosso del SIV (sovraccarico di volume acuto del ventricolo destro) reversibili col migliorare delle condizioni cliniche, dilatazione dell'arteria polmonare, dilatazione e mancato collasso inspiratorio della vena cava inferiore (segno che precocemente si normalizza col miglioramento delle condizioni cliniche), riduzione del tempo al picco di velocità (time to peak < 110 msec, significativamente correlato con l' aumento delle pressioni in arteria polmonare), incremento del valore della pressione sistolica di picco nell' arteria polmonare.

Il D-dimero ELISA plasmatico del fibrinogeno, prodotto della lisi plasminica della fibrina, se > 500 ng/ml è associato a malattia tromboembolica (sensibilità 97%), se normale permette di escludere la TEP.

L' eco color Doppler venoso, deve essere subito disponibile per non rallentare il processo di conferma diagnostica, può documentare una TVP dell' asse femoro-iliaco, sensibilità 93%, specificità 98%.

La scintigrafia polmonare ventilatoria e perfusionale, talora di difficile esecuzione la ventilatoria per le condizioni critiche del paziente che non permettono una corretta esecuzione dell'indagine e per le difficoltà tecniche legate all' indagine stessa. Una scintigrafia ad alta probabilità di embolia (difetti di perfusione con ventilazione normale) non necessita di angiografia per la conferma diagnostica. Una scintigrafia normale esclude la diagnosi di embolia. Una scintigrafia a probabilità intermedia o bassa necessità di controllo angiografico.

La TC spirale del torace con m.d.c. permette di identificare embolie anche nelle arterie polmonari di IV ordine. E' una metodica di rapida esecuzione che si va sempre più diffondendo nella diagnostica della TEP.

L' angiografia polmonare, meglio se digitale a sottrazione d'immagini, è una flebografia ascendente con mezzo di contrasto per lo studio della cava inferiore e della vascolarizzazione polmonare. E' il gold standard per la diagnosi di embolia polmonare. Le indicazioni riguardano: 1) pazienti con scintigrafia polmonare scarsamente diagnostica ma con quadro clinico altamente sospetto, 2) pazienti in cui sia indicato il trattamento trombolitico o l' embolectomia, 3) pazienti in cui sia necessario confermare la diagnosi per un notevole rischio emorragico legato all'impiego del trattamento anticoagulante per via sistemica.

  

Diagnosi differenziale:

Edema polmonare acuto

Infarto miocardico acuto

Pneumotorace spontaneo

Atelettasia polmonare

Broncopolmonite

L' anamnesi, l' esame obiettivo, l' elettrocardiogramma, la radiografia del torace, il dosaggio degli enzimi di dispersione miocardica ed eventualmente l' ecocardiogramma transtoracico permettono di effettuare sempre una corretta diagnosi differenziale.

  

VI. PROGNOSI

E' rimasta invariata negli ultimi 10 anni. Senza trattamento la mortalità è del 30%, con l' anticoagulazione precoce meno del 10% soccombe all'evento.

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