EMERGENZE TRAUMATOLOGICHE
IL POLITRAUMA
NELLEMERGENZA TERRITORIALE
Laura Trabucco & Giovanni Baldi
DEU, Reggio Emilia
Politraumatizzato : paziente con più lesioni di cui una o
più sufficientemente gravi da comportare una minaccia
evidente o latente alla sopravvivenza.
E necessario nel paziente
politraumatizzato agire rapidamente ed efficacemente in
condizioni logistiche spesso difficili. Questo, obbliga
quindi, fin dallinizio, ad utilizzare schemi
mentali diagnostici e terapeutici "a cascata".
E bene quindi puntualizzare alcune metodologie di
approccio al paziente politraumatizzato nelle prime fasi
di intervento sanitario - fase preospedaliera - per
favorire la scomparsa dei tempi morti e le giuste scelte
terapeutiche derivanti sempre da una diagnostica
estremamente corretta.
E diventata consuetudine tra
gli esperti di trauma parlare di "GOLDEN HOUR"
per le vittime di importanti traumatismi. La definizione
di "GOLDEN HOUR" deriva dallosservazione
che i pazienti gravemente feriti, se riescono a
raggiungere la sala operatoria in un arco di tempo
inferiore o uguale ad unora hanno una migliore
prognosi, hanno cioè una più alta probabilità di
sopravvivenza, per questo, nella " GOLDEN HOUR"
ogni minuto è prezioso, quindi i tempi di risposta alla
chiamata devono essere rapidi, lequipaggiamento
deve essere preparato prima dellarrivo sulla scena
e ogni azione che si va a compiere sul luogo
dellincidente deve avere uno scopo salva-vita.
La gestione extra-ospedaliera del
politrauma si articola in 5 fasi :
controllo della
scena
osservazione
clinica primaria
osservazione
clinica secondaria
trasporto
consegna del
paziente al reparto di accoglienza.
1. CONTROLLO DELLA
SCENA
a) Protezione
Sul luogo dellincidente
bisogna innanzitutto proteggere se stessi e la
propria équipe nonché linfortunato e gli
astanti osservando :
se ci sono feriti al margine della
strada
se cè presenza di fumo
eventuali tralicci o pali
dellalta tensione caduti
cavi elettrici interrotti
odori caratteristici
b) Mezzi coinvolti
c) Dinamica
dellincidente
impatto violento
caduta >=
5 metri
grave deformazione del veicolo
eiezione del paziente
dallabitacolo
morte di un passeggero nel veicolo
ribaltamento
pedone o motociclista contro veicolo
intrappolamento
E necessario
comunicare lo scenario alla Centrale Operativa per
leventuale invio di mezzi di soccorso
aggiuntivi.
2. OSSERVAZIONE CLINICA
PRIMARIA
Nella valutazione primaria bisogna
identificare i pazienti in pericolo di vita se non
gestiti immediatamente, verificare quindi i cosiddetti
interventi critici da effettuare direttamente sulla
scena. Per facilitare la memorizzazione dei passi da
compiere sono state prese le prime 5 lettere
dellalfabeto :
A Airway
B Breathing
C Circulation
D Disability
(breve esame neurologico)
E Exposure
A) VIE AEREE
Ricercare ed eliminare
subito tutte quelle condizioni che ostruiscono le
vie aeree (sangue, vomito o secrezioni)
ripristinandone la pervietà nella maniera
adeguata.
Ispezionare manualmente le
cavità aeree superiori alla ricerca di possibili
corpi estranei quali denti fratturati o avulsi,
chewingum o protesi delle arcate dentali.
Se il paziente è
incosciente occorre utilizzare una cannula
oro-faringea per mantenere le vie aeree pervie.
Ogni
paziente con una ferita al di sopra della
clavicola ed ogni paziente incosciente in seguito
ad un trauma, deve essere trattato come se avesse
subìto un trauma al rachide cervicale fino a
prova contraria.
Nel paziente incosciente
va sempre posizionato il collare cervicale e
comunque nelle manovre di valutazione delle vie
aeree il collo va mantenuto in posizione neutra
(sublussazione della mandibola).
B) BREATHING
(RESPIRO)
In questa fase si
valutano : presenza, frequenza e profondità
del respiro; si osserva il collo per evidenziare
eventuali deviazioni dellasse tracheale ed
infine si osserva il torace per evidenziare
ferite, deformità, segmenti mobili ed
instabilità della gabbia toracica (volet
costale) ; infine si ausculta il MV
bilateralmente, evidenziando inoltre la presenza
di un PNX aperto e di un PNX iperteso.
Una volta terminata
lispezione del torace si procede alla
somministrazione di ossigeno.
OSSIGENOTERAPIA
Ossigeno al 40-50% con
presidi tipo VENTIMASK. E difficile
stabilire in fase pre-ospedaliera la necessità
di O2 terapia. Comunque, per un breve
periodo di tempo la somministrazione di O2 a
flussi elevati non ha controindicazioni e deve
essere somministrato a tutti i pazienti.
PRIORITA DI 1
LIVELLO (PRIORITA AB )
Esame clinico
dellossigenazione e della ventilazione e
manovre di stabilizzazione respiratoria.
Se sono presenti segni di
ostruzione della via aerea o segni di inadeguata
ventilazione occorre eseguire le manovre di
controllo della via aerea e della ventilazione.
Le manovre di primo livello devono essere
patrimonio di chiunque presti soccorso ad un
traumatizzato. Lintubazione tracheale è
sicuramente la metodica di controllo più
adeguata e definitiva, ma anche lesecuzione
corretta delle sole manovre di base può
garantire una ventilazione sufficiente per lunghi
periodi di tempo.

ALGORITMO DELLA
INTUBAZIONE TRACHEALE
Nel soggetto incosciente è
sempre indicato il controllo della via aerea
appena possibile con lintubazione
tracheale. Nel soggetto cosciente il
posizionamento di un tubo tracheale dipende
dallesame clinico. Criterio obiettivo può
essere la presenza di almeno due dei seguenti
elementi : un revised trauma score inferiore
a 10; una frequenza respiratoria superiore a 35 o
inferiore a 10, una saturazione di Ossigeno
rilevata con saturimetro inferiore al 90% in
maschera Ossigeno con reservoir.
Una volta stabilita
lindicazione tracheale si seguono
protocolli indicati a seconda se la lesione della
colonna cervicale è ancora sospettata od è già
esclusa.

CRICOTIROIDOTOMIA
La Cricotiroidotomia è un
intervento che, se eseguito con la tecnica corretta è
gravato da complicanze immediate e a distanza in misura
inferiore rispetto alla tracheotomia chirurgica
standard ; per quanto concerne la rapidità di
esecuzione, vari studi hanno evidenziato che la
tracheotomia chirurgica standard richiedeva a specialisti
in chirurgia tempi dai 15 ai 60 minuti, in ambiente
ospedaliero.
Per la cricotiroidotomia i tempi
vanno, a seconda delle tecniche usate da pochissimi
secondi a 2 minuti ; è sicuramente il metodo da
preferire in ambiente pre-ospedaliero, perché esso si è
rivelato :
rapido,
per i tempi che richiede
sicuro,
per lalta percentuale di successi nel
raggiungimento dellobiettivo
gravato di
accettabile numero di effetti collaterali immediati e
a distanza
a) Cenni di anatomia
La cricotiroidotomia consiste
nellattuare lapertura della via respiratoria
a livello della membrana cricotiroidea. La via
respiratoria è situata nella regione più anteriore del
collo. La palpazione permette di localizzare bene
losso ioide, la cartilagine tiroidea, la
cartilagine cricoidea e lo spazio che le separa, appunto
lo spazio cricoideo ; si palpano altresì
agevolmente gli anelli tracheali .
La cartilagine cricoidea è
lunico anello rigido completo della struttura
laringea .
La membrana cricotiroidea è
situata tra le cartilagini corrispondenti, a forma
trapezoidale, altezza di millimetri 5-12, larghezza di mm
27-32.
I vasi crico-tiroidei sono più
vicini al suo margine superiore ed hanno un andamento
tendenzialmente orizzontale. E separata dalla cute
solo dal muscolo platisma e dalla fascia pre-tracheale
per cui è la regione laringea chirurgicamente
aggredibile con maggiore rapidità. E 5-11 mm
caudale rispetto alle corde vocali.
I metodi per ottenere una
cricotiroidotomia utilizzabili sul campo ovvero in fase
pre-ospedaliera sono :
cricotiroidotomia
percutanea con ago
cricotiroidotomia
con inserimento di minicannula
cricotiroidotomia
chirurgica durgenza
cricotiroidotomia
percutanea con set di Melker
tracheotomia
percutanea.
Nella nostra realtà, considerando
anche le distanze dalla struttura ospedaliera, il metodo
che preferiamo utilizzare è la cricotiroidotomia
percutanea con ago : riteniamo che sia un metodo
semplice, veloce, non necessita di anestesia locale, né
di sedazione del paziente ; raramente comporta
complicazioni come :
emorragia
enfisema
sottocutaneo
pneumotorace
permette lossigenazione del
paziente per lunghi periodi, superiori ai 30 minuti.
b) Tecnica
Si palpa losso ioide e la
cartilagine tiroidea. Si infigge lago nello spazio
cricotiroideo in prossimità del margine superiore della
cartilagine cricoidea . Se lago è collegato
ad una siringa preventivamente riempita di liquido
laspirazione di alcune bolle di aria darà la
certezza di essere nella sede giusta . Si asporta il
mandrino dellago cannula e si collega la stessa
alla fonte di ossigeno .
Durante linsufflazione del
gas la pressione nelle vie respiratorie aumenta in modo
sufficiente in modo, talvolta, da eliminare i corpi
estranei parzialmente occludenti . Se il paziente è
cosciente si può alleviare il senso di corpo estraneo
che lago-cannula provoca con linstallazione
di 2 cc di lidocaina all 1-2%.
Attraverso lago può essere
inserita una guida metallica che permette di passare
dalla ventilazione con lago alluso di sistemi
percutanei di calibro maggiore .
Decompressione
di un Pnx
La maggiore differenza tra
patologie spontanee e traumatiche è la diversa rapidità
con cui le seconde comportano problemi emodinamici, che
mettono ad immediato rischio la vita del paziente .
Il primo passo per il corretto
trattamento di un Pnx è sospettarlo. Lesistenza di
un Pnx deve sempre essere ricercata in tutti i
politraumatizzati che presentano alterazione della
saturazione di ossigeno, polipnea, ipotensione con o
senza turgore delle giugulari . Anche una tachicardia
inspiegabile può essere un segno di allarme. La
decompressione è una manovra salva-vita atta a ridurre
leccessiva pressione intrapleurica che è causa di
ipossia e di ipotensione. La decompressione di un Pnx
iperteso in un paziente emodinamicamente instabile va
effettuata entro pochi minuti, e pertanto tutti i medici
dellemergenza devono essere in grado di eseguirla.
La decompressione di un Pnx
iperteso può essere effettuata con la semplice
introduzione di un ago di grosso calibro nel secondo
spazio intercostale seguendo la tecnica della puntura
esplorativa.
In fase extra-ospedaliera la
puntura esplorativa deve essere considerata
esclusivamente come misura di emergenza poiché non
esiste la possibilità di ottenere sul campo esami
radiografici o in presenza di un quadro clinico in grave
peggioramento. Unindicazione elettiva alla puntura
esplorativa è sicuramente la presenza di enfisema
sottocutaneo rilevante, che tra laltro rende
difficile anche la lettura di un esame radiografico.
Materiale occorrente :
Anestetico locale
Siringhe
Ago 16 gauge
(può essere sostituito da un normale ago di siringa
da 10 ml)
Soluzione
fisiologica
Disinfettante,
guanti sterili.
Tecnica :
Localizzare il
secondo spazio intercostale e la terza costa
Identificare
lemiclaveare media e spostarsi di ulteriori 1-2
cm lateralmente ad essa per avere la certezza di
evitare larteria mammaria che corre mediamente
allemiclaveare.
Praticare
lanestesia locale (si possono impiegare 6-10 ml
di lidocaina al 2%).
Infiggere
lago, separato dalla siringa, per 1-2 cm nella
cute.
Rimuovere lo
stantuffo da una siringa e collegare la siringa priva
di stantuffo allago infisso.
Versare
allinterno della siringa priva di stantuffo 2-3
ml di SF. Preparare contemporaneamente una seconda
siringa contenente SF.
Indirizzare
lago verso il margine superiore del corpo della
terza costa, fino, a toccare la costa.
Successivamente muovere lago oltre il margine
mantenendolo strettamente a contatto del margine
superiore della costa ed a 90 ° rispetto alla
superficie cutanea (la manovra si effettua spostando
verso lalto i tessuti molli).
Avanzare
lentamente lago in profondità osservando
leventuale comparsa di bolle aeree attraverso
lacqua contenuta nella siringa. In assenza di
bolle, lago deve essere introdotto
completamente in modo da essere certi di aver
raggiunto lo spazio pleurico ( usualmente 2-3 cm
oltre il bordo esterno della costa).
Mantenendo
lago perpendicolare alla cute e strisciando sul
bordo superiore della costa si evitano i vasi
intercostali che corrono al di sotto del margine
inferiore.
La comparsa di
bolle che fuoriescono spontaneamente attraverso il
liquido contenuto nella siringa è sicuro indice di
Pnx sotto pressione.
Lassenza di
bolle ci permette di escludere la presenza di
raccolte aeree sotto forte tensione(che è quello che
interessa). Piccoli Pnx non sono responsabili di
compromissioni emodinamiche immediate. Tuttavia
lassenza di bolle deve anche far pensare ad
errori nella tecnica che ovviamente vanno
identificati e rimossi :
occlusione della punta
dellago;
insufficiente inserimento
dellago in profondità.
Lincapacità
di aspirare bolle daria non significa sempre
che lago non ha raggiunto lo spazio
pleurico : nei gravi traumi del torace si
possono sviluppare molto precocemente nella zona
contusa aree di atelectasia polmonare con
infarcimento ematico e collasso alveolare.
Rischi e complicanze :
puntura
dellarteria mammaria
puntura dei vasi
intercostali
pneumotorace
Il piccolo drenaggio posizionato in
emergenza ,deve generalmente essere sostituito con un
drenaggio di calibro maggiore posizionato chirurgicamente
a livello del 4°-5° spazio intercostale
sullascellare media secondo le linee guida
dellATLS, che fra laltro proscrive sin dal
1988 luso del trocar posizionato alla cieca, come
alcuni fanno sul territorio.
Sistemi di raccolta :
Ogni sistema di drenaggio va
collegato ad un sistema di aspirazione che permetta la
fuoriuscita di aria (o di sangue) senza lasciare
penetrare aria nel cavo pleurico. La versione più
semplice, quella da noi usata sul territorio, è la
valvola di Heimlich, collegabile a qualsiasi ago dotata
di due foglietti che collabiscono in ispirio occludendo
il foro.
In caso di Pnx aperto si
effettua una medicazione parzialmente occlusiva.
C) CIRCOLO
In questa fase si valutano i polsi
periferici e centrali, si effettua il controllo delle
emorragie esterne e si evidenzia un eventuale stato di
shock. La valutazione del polso può fornirci il valore
approssimativo della pressione sistolica :
polso carotideo
60 mmHg
polso femorale 70
mmHg
polso radiale 80
mmHg
Prima di controllare la
pressione arteriosa è importante valutare il pallore e
le caratteristiche del polso.
Limmobilizzazione e
trazione di una frattura di femore è il miglior mezzo
per ridurre una emorragia.
Priorita di 1° livello (
PRIORITA C )
Patogenesi ed evoluzione dello
shock nel politraumatizzato.
Lo shock è una condizione di
ipoperfusione critica dei vari organi ; nel trauma
è nella maggioranza dei casi conseguente ad una
ipovolemia. Più lo shock è prolungato e più è a
rischio la sopravvivenza immediata.
Protocollo di
trattamento dello shock nel politrauma :
Riconoscimento.
Lo shock va riconosciuto
sulla base dellaumento della frequenza
cardiaca (HR), della diminuzione della pressione
sistolica (SAP), della diminuzione della
pressione differenziale (DIFF),dellaumento
della frequenza respiratoria (RR) e delle
alterazioni dello stato mentale.
Sequenza delle
azioni.
- Controllo delle emorragie
esterne mediante compressione esterna.
- Vie infusionali : si
incannulano 1 o possibilmente 2 vie venose
periferiche con aghi-cannula 14-16 G. Se
possibile si eseguono i prelievi per i primi
esami di laboratorio (gruppo, emocromo, ega).
Categorizzazione
classi emodinamiche.
Prevenzione
dellipotermia.
Per riscaldare il paziente
vengono usate le coperte termiche (metalline).
Dopo il trattamento iniziale è
necessario rivalutare la risposta del paziente;
sospettare uneventuale causa diversa di shock o
se è presente un focolaio occulto di emorragia.

Le linee guida dellATLS
proscrivono laccesso venoso centrale sul
territorio : due buoni accessi periferici sono
preferibili spesso ad una vena centrale.
COMPLICANZE COMUNI IN SEGUITO
ALLINCANNULAMENTO DI UNA VENA CENTRALE. :
Pneumotorace
Puntura
dellarteria succlavia
Emotorace
Formazione locale
di ematoma
Embolia
Idrotorace
Idromediastino
Penetrazione /
Perforazione del miocardio
Infezioni locali
e sistemiche

Categorizzazione delle classi
emodinamiche dello shock
Gran parte dei cristalloidi infusi
si ripartisce nel distretto extra-vascolare, la quantità
di perdita da recuperare mediante Ringer Lattato va
moltiplicata per 3. Ad esempio nella classe II, se
stimiamo una perdita di 900 ml, i 2/3 cioè 600 ml vanno
recuperati con un volume triplo di RL (=1800ml ) e 1/3
con un volume di PL.EXP. (300 ml ).
I liquidi stabiliti vanno
somministrati in boli successivi. Ciascun bolo non deve
superare i 15 ml/Kg di RL, 5 ml/Kg di PL.EXP., 5ml/Kg di
sangue.

D) DISABILITY (BREVE
ESAME NEUROLOGICO)
Con questo esame valutiamo il
diametro delle pupille ed il riflesso fotomotore ed il
livello di coscienza del paziente attraverso la scala
AVPU che analizza lo stato di allerta del paziente
(ricorda il suo nome, è vigile, orientato),la sua
risposta agli stimoli vocali e dolorosi e la mancanza di
risposta a qualsiasi tipo di stimolo :
A Alert
V Responds to
vocal stimuli
P Responds only
to painful stimuli
U Unresponsive to
any stimuli
UNA RIDUZIONE DEL LIVELLO DI
COSCIENZA PUO ESSERE SEGNO DI IPOSSIEMIA E RICHIEDE
UNIMMEDIATA OSSIGENAZIONE DEL PAZIENTE.
E) EXPOSURE
Per completare la valutazione del
malato si procede al taglio completo dei vestiti.
NEI PAZIENTI CRITICI VANNO
ESEGUITE
LE MANOVRE DI RIANIMAZIONE
STRETTAMENTE
! ! ! ! ! ! !
NECESSARIE ! ! ! ! ! ! !
Nel paziente critico
losservazione clinica secondaria va svolta durante
il trasporto verso lospedale; negli altri pazienti
va effettuata sul luogo dellincidente. In questa
fase si analizzeranno tutte le regioni del corpo e si
evidenzieranno le eventuali complicanze.
Capo :
fratture infossate, scalpi, lacerazioni, perdita di
liquido cerebro-spinale dal naso o
dallorecchio, trauma maxillo-facciale (palpare
le ossa del volto, la stabilità della mandibola).
Occhi :
ferite penetranti, acuità visiva, valutazione delle
pupille.
Bocca :
corpi estranei, perdita o avulsione di denti, vomito,
sangue, secrezioni, malocclusione della mandibola.
Collo :
ferite, enfisema sottocutaneo, deviazione della
trachea, distensione delle giugulari.
Torace :
ferite aperte, stabilità della clavicola e della
parete, eguaglianza dei suoni dei due emitoraci.
Addome :
segni di contusione, segni da cintura di sicurezza,
eviscerazioni, ferite, distensione, rigidità.
ATTENZIONE :
in caso di eviscerazione coprire con garze sterili, non
riposizionare niente in addome ! ! !
Pelvi :
stabilità. In caso di fratture pelviche provvedere
alla immobilizzazione
( barella a cucchiaio, asse spinale)
Tutti i pazienti
politraumatizzati vanno trattati come se avessero
fratture, quindi in ogni caso vanno immobilizzati e
se il paziente è intrappolato allinterno di un
veicolo, va estratto dalla macchina con
lestricatore-KED a meno che non si ravvedono
dei pericoli immediati per il paziente (situazione
ambientale pericolosa, macchina in fiamme, ecc.,
imminente pericolo di vita - arresto respiratorio o
cardio-respiratorio, paziente incosciente), in questi
casi va effettuata la estricazione veloce.
Colonna :
ferite aperte
Estremità :
rigonfiamenti, ecchimosi, temperatura, polsi,
deformità.
In questa fase possiamo effettuare
una valutazione neurologica più dettagliata ,che ci
permette di stabilire anche in quale ospedale portare il
paziente. Nella nostra realtà utilizziamo il GCS :
i pazienti con GCS inferiore a
13 verranno indirizzati al DEU, gli altri possono
rimanere in osservazione presso gli ospedali di zona.
Se il paziente è vigile è
importante raccogliere dei dati anamnestici. Per
facilitare la raccolta dei dati viene da noi utilizzato
lacronimo AMPLE :
A allergie
M medicamenti (quali farmaci assume
il paziente)
P past medical history (anamnesi
patologica remota)
L last meal (ultima assunzione di
cibo)
E events (dinamica
dellincidente)
ATTENZIONE :
la valutazione del malato va ripetuta
continuamente ! ! !
GCS
| |
SCORE
|
APERTURA OCCHI
|
Spontanea
Agli stimoli
verbali
Solo al
dolore
Non risponde
|
4
3
2
1
|
RISPOSTA VERBALE
|
Orientata, appropriata
Confusa
Parole
inappropriate
Parole
incomprensibili
Non risponde
|
5
4
3
2
1
|
RISPOSTA MOTORIA
|
Obbedisce al comando
Localizza
gli stimoli dolorosi
Si ritrae in
risposta al dolore
Flette in
risposta al dolore
Estende in
risposta al dolore
Non risponde
|
6
5
4
3
2
1
|
Altro sistema di triage da noi
utilizzato è il "Revised Trauma
Score" ; pazienti con RTS ³
10 sono considerati traumi gravi quindi da
trasportare ad un dipartimento di emergenza almeno di
II livello.
Revised
Trauma Score di Champion (RTS)
Glasgow Coma Scale
|
PA Sistolica
|
Frequenza respiratoria
|
Punteggio
|
13 - 15
9
- 12
6
- 8
4
- 5
3
|
> 89
76
- 89
50
- 75
1
- 49
0
|
10 - 29
>
29
6
- 9
1
- 5
0
|
4
3
2
1
0
|
Durante il trasporto il paziente va
monitorizzato dal punto di vista cardiovascolare e
respiratorio, va effettuato il controllo della postura ed
il fissaggio di sicurezza e si continuano i provvedimenti
intrapresi. E fondamentale prima di iniziare il
trasporto comunicare alla Centrale Operativa il codice di
rientro. Nella nostra realtà vengono utilizzati i codici
numerici :
Codice 3
identifica compromissione di almeno uno dei parametri
vitali
Codice 2 non
compromissione attuale dei parametri vitali ma
latente
Codice 1
nessuna compromissione
Codice 0
dimissione o auto dimissione.
Indice Emergenze Traumatologiche
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