EMERGENZE TRAUMATOLOGICHE

GESTIONE DEL POLITRAUMA PEDIATRICO
in sede territoriale

Laura Trabucco & Giovanni Baldi
DEU, Reggio Emilia


 

A. Caratteristiche proprie del trauma pediatrico

1. Tipo di trauma

2. Traumi associati

3. Differenze anatomiche e fisiologiche del bambino rispetto all’adulto

4. Effetti del trauma a lungo termine

 

B. Primi trattamenti da seguire nei pazienti con traumi severi basandosi sulle caratteristiche anatomiche e fisiologiche diverse da quelle dell’adulto

1. Trattamento vie aeree

2. Shock e mantenimento della temperatura corporea

3. Trattamento con fluidi ed elettroliti

Il trauma pediatrico può deteriorare rapidamente e sviluppare serie complicanze.

Elemento chiave, nel trauma pediatrico, è l’identificazione di un trauma ad alto rischio ed uno specifico triage pediatrico per indirizzare il bambino ad un servizio appropriato.

L’ordine e le priorità nella valutazione e nel trattamento del trauma pediatrico sono identiche a quelle dell’adulto ; tuttavia le caratteristiche anatomiche proprie del bambino, richiedono speciali considerazioni.

 

1. Costituzione fisica :

essendo la massa corporea più piccola, l’energia per unità di area corporea che si sviluppa da forze lineari in seguito a cadute, urti, ecc., risulta maggiore che nell’adulto.

 

2. Scheletro :

calcificazione incompleta ;

nuclei di crescita attiva ;

maggiore flessibilità.

Si assiste spesso al danno degli organi interni senza una sovrastante frattura ossea.

L’ identificazione di fratture costali suggerisce un trasferimento di una notevole quantità di energia. Va quindi sospettata la presenza di lesioni multiple e gravi a carico di organi interni.

 

3. Rapporto superficie/volume :

tale rapporto è più alto alla nascita e decresce con l’età, ne risulta che la perdita di energia termica è un fattore di rischio maggiore per il bambino. L’ipotermia può svilupparsi velocemente e complicare il trattamento del bambino ipoteso.

 

4. Stato psicologico :

mancata cooperazione del bambino; maggiore difficoltà del medico nella valutazione e nel trattamento.

 

5. Effetti a lungo termine :

deformità nella crescita ;

successivo sviluppo abnorme ;

impatto sulla struttura familiare.

Cure inadeguate e/o inappropriate possono incidere non solo sulla sopravvivenza del bambino ma anche sulla qualità di vita negli anni a venire.

 

6. Equipaggiamento :

è indispensabile, per il successo del trattamento, un adeguato equipaggiamento, immediatamente disponibile.

 

Tabella 1 - Equipaggiamento pediatrico.

 

vie aeree / respiro

circolo

equipaggiamento supplementare

Età/peso
(kg)

AMBU

Cannule di
Guedel

Laringoscopio
lame

Tubi ET

Cateteri
EV

Sondini
aspirazione

Mandrino

C-collare

prematuro
< 3 kg

0

000

0
retta

2.5 - 3.0
non cuffiati

24

Gauge

Small

Small

-

0 - 6 mesi
3.5 kg

0

00 - 0

1
retta

3.0 - 3.5
non cuffiati

22

Gauge

Small

Small

-

6-12 mesi
7 kg

1

1

1
retta

3.5 - 4.5
non cuffiati

22

Gauge

Small

Small

Small

1-3 anni
10-12 kg

1

1 - 2

1
retta

4.0 - 4.5
non cuffiati

20 - 22

Gauge

Small

Small

Small

4-7 anni
16-18 kg

2

2 - 3

2
retta/curva

5.0
non cuffiati

20

Gauge

Small -
Medium

Small -
Medium

Small

8-10 anni
24-30 kg

4

4 - 5

2 - 3 - 4
curva

6.0 - 6.5
cuffiati

18 - 20

Gauge

Medium

Medium

Medium

    set toracentesi
    ago cricotiroidotomia
    ago infusione intraossea # 16 - 18
 

Segni vitali nelle prime 12 ore di vita :

frequenza cardiaca(sveglio) :100 a 180 batt/min.

frequenza respiratoria :30 a 60 resp/min.

pressione sistolica :39 a 59 mm Hg

pressione diastolica :16 a 36 mm Hg

 

Tab. 2 - Apgar score : valore max = 10 ; min = 0 ; valore £ 7 è da considerare grave.

Segni 0 1 2
freq. cardiaca assente lenta (inferiore a 100) superiore a 100
respiro assente lento, irregolare buono, piange
tono muscolare assente qualche flessione motilità attiva
catetere in narice
irritabilità riflessa
nessuna risposta fa delle smorfie starnutisce
colore blu o pallido rosa con estremità blu completamente rosa
 

Segni vitali nel bambino :

 

Tab. 3 - Frequenza cardiaca e respiratoria nell’età pediatrica.

frequenza cardiaca      
Età frequenza a paz. sveglio media frequenza a paz. che dorme
neonato fino a 3 mesi 85 a 205 140 80 a 160
3 mesi a 2 anni 100 a 190 130 75 a 160
2 a 10 anni 60 a 140 80 60 a 190
sopra i 10 anni 60 a 100 75 50 a 90
Frequenza respiratoria      
Età frequenza    
fino a 3 mesi 30 a 60    
da 2 mesi a 2 anni 24 a 40    
da 2 a 6 anni 22 a 34    
da 6 a 9 anni 18 a 30    
da 9 a 14 anni 12 a 16    
 

Pressione sanguigna :

- la pressione sistolica nel bambino da 1 a 10 anni :
90 mm Hg + (età del bambino in anni x 2)

- i limiti più bassi di pressione sistolica nel bambino da 1 a 10 anni :
70 mm Hg + (età del bambino in anni x 2)

 

L’ABC del trauma pediatrico

A. - Vie aeree (con controllo del rachide cervicale)

B. - Respiro

C. - Circolo

A / B.- Vie aeree e respiro

1. Anatomia :

sproporzione tra cranio ed emifaccia inferiore ;

tessuti molli della orofaringe relativamente larghi rispetto alla cavità orale con difficoltà a visualizzare la laringe ;

lunghezza della trachea (da 5 a 7 cm nei primi 18 mesi) ; può essere causa l’intubazione del bronco principale destro con inadeguata ventilazione e traumi meccanici a carico dell’albero bronchiale.

 

2. Trattamento :

se cosciente :

- sub-lussazione della mandibola ;

- liberazione vie aeree ;

- somministrazione di ossigeno supplementare ;

se incosciente :

- liberazione vie aeree ;

- intubazione oro-tracheale ;

 

3. Prima di procedere alla intubazione oro-tracheale, il bambino va
adeguatamente ossigenato.

cannula oro-faringea :

- non va inserita secondo i canoni dell’adulto, ma introdotta delicatamente e direttamente ;

intubazione oro-tracheale :

- si usano tubi non cuffiati e di adeguate dimensioni (vedi Tab. 1)

cricotiroidotomia :

- solo se impossibile la ventilazione con AMBU e/o l’intubazione O-T. Si effettua con ago di grosse dimensioni che va collegato al pallone di AMBU;

ventilazione :

- il bambino va ventilato ad una frequenza di 20 resp/min ; il neonato ad una frequenza di circa 40 resp/min  (vedi Tab. 3)

Attenzione alla fragilità ed immaturità dell’albero bronchiale.

 

A. Circolo - Shock :

Ogni bambino traumatizzato con evidente ipotensione o inadeguata perfusione deve essere valutato al più presto da un chirurgo.

Classificazione dello shock emorragico pediatrico :

Tab. 4 - Classificazione dello shock emorragico pediatrico.

Sistema

classe I
emorragia
molto lieve
volume perso
< 15%

classe II
emorragia
lieve
volume perso
15-25%

classe III
emorragia
moderata
volume perso
26-39%

classe IV
emorragia
severa
volume perso
> 40%

Cardiovascolare Frequenza
cardiaca
normale o
leggermente
aumentata
Polso normale
PA normale
pH normale
Tachicardia
Polso periferico
può essere
debole
PA normale
pH normale
Tachicardia
significativa
Polso periferico
filiforme
Ipotensione
Acidosi
metabolica
Severa
tachicardia
Polso centrale
filiforme
Ipotensione grave
Acidosi grave
Respiratorio Frequenza
normale
Tachipnea Moderata
tachipnea
Severa
tachipnea
CNS Leggermente
ansioso
Irritabile,
confuso,
combattivo
Irritabile o
letargico

Diminuita
risposta al dolore

Letargico

Coma

cutaneo Caldo e rosa

Normale
riempimento
capillare

Estremità fredde
Ritardo nel
riempimento
capillare
Estremità fredde,
pallido
Riempimento
capillare
prolungato
Estremità
fredde,
pallido,
cianotico
Urinario Normale diuresi Oliguria

Aumento della gravità
specifica

Oliguria Anuria

Accesso venoso : nei bambini e nei neonati vanno evitate le vene femorali perché causa di trombosi venose ; dopo due tentativi, se l’accesso è impossibile, nella popolazione di età inferiore ai 6 anni si passa alla infusione intraossea. Si effettua in corrispondenza della tibia prossimale al disotto della tuberosità tibiale ; se la tibia è fratturata l’ago va inserito nel femore distale. Vengono usati aghi di 16 - 18 Gauge di diametro, lunghi mezzo pollice (1.27 cm), aghi per trasfusione/aspirazione del midollo osseo ; si entra nella cavità midollare in maniera obliqua, in modo da evitare lo spazio articolare, distalmente alla tibia e superiormente nel femore.

Aspirazione di midollo osseo indica adeguato posizionamento dell’ago.

Fluidi : (Fig. 1)

Fig. 1 - Diagramma di flusso sulla rianimazione pediatrica.

 

Monitorizzare continuamente ed accuratamente il bimbo in stato di shock.

Termoregolazione :

L’alto rapporto superficie/volume del bambino, facilita la trasmissione di calore con l’ambiente esterno

Pelle sottile e scarso tessuto sottocutaneo facilitano la perdita di calore per evaporazione.

 

TRAUMA TORACICO

I traumi toracici chiusi sono comuni nei bambini e richiedono interventi immediati per ristabilire adeguata ventilazione. Nel bambino si possono avere lesioni a carico degli organi interni senza rottura ossea. L’approccio per quanto attiene la valutazione ed il trattamento è identico a quello dell’adulto.

I traumi penetranti nel bambino sono rari.

 

TRAUMA ADDOMINALE

Sono in genere dei traumi chiusi soprattutto in caso di incidenti stradali, cadute, ecc. I traumi penetranti, più rari, aumentano nell’adolescenza.

E’ importante evidenziare i primi segni di un eventuale stato di shock.

Trattamento : vedi Fig. 1.

 

Trauma cranico

La risposta al trauma cranico è diversa nel bambino rispetto all’adulto. Le principali differenze sono :

i bambini recuperano meglio rispetto all’adulto. Al disotto dei 3 anni vanno incontro a conseguenze maggiori. Particolare suscettibilità al danno cerebrale secondario che può essere causato da ipossia e ipotensione con riduzione del flusso cerebrale, crisi epilettiche e/o ipertermia ;

Adeguato restauro del flusso ematico s’impone e l’ipossia deve essere evitata .

sia pure raramente, il neonato può diventare ipoteso per perdita di sangue nello spazio sub ed epidurale ;

il bimbo con le fontanelle aperte e la sutura cranica mobile, sopporta meglio l’espansione di una massa intracranica ; i sintomi in genere sono subdoli fino a quando non sopravviene lo scompenso.

Un bimbo che non è in coma ma ha avuto una contusione a livello delle fontanelle dovrebbe essere trattato come se avesse un trauma cranico severo.

il vomito persistente o che diventa sempre più frequente impone la TAC;

le crisi epilettiche sono più comuni nel bambino ma si autolimitano. Se ricorrenti si impone l’indagine TAC;

nel bambino è più comune una ipertensione endocranica dovuta ad edema cerebrale. L’intervallo lucido è più prolungato, quindi il deterioramento neurologico è tardivo. Un rapido restauro del volume circolante è necessario - evitare l’over-idratazione -.

il GCS va modificato per i bambini :

 

Tab. 5 - GCS modificato.

  bambino neonato

score

apertura occhi Spontanea

Agli stimoli verbali

Solo al dolore

Non risponde

Spontanea

Agli stimoli verbali

Solo al dolore

Non risponde

4

3

2

1

risposta verbale Orientata, appropriata

Confusa

Parole inappropriate

Parole incomprensibili

Non risponde

Balbetta

Pianto irritabile

Piange al dolore

Geme al dolore

Non risponde

5

4

3

2

1

risposta motoria Obbedisce al comando

Localizza gli stimoli dolorosi

Si ritrae in risposta al dolore

Flette in risposta al dolore

Estende in risposta al dolore

Non risponde

Movimenti spontanei

Si ritrae al tatto

Si ritrae in risposta al dolore

Decortica in risposta al dolore

Decerebra in risposta al dolore

Non risponde

6

5

4

3

2

1

 

Se il paziente è incosciente, intubato, non parla, la parte più importante di questa scala è la risposta motoria.

 

Monitoraggio precoce della pressione intracranica (fase intraospedaliera)

Adeguato dosaggio dei farmaci :

- Fenobarbital : da 2 a 3 mg/kg

- Diazepam : 0.25 mg/kg lentamente in bolo ev

- Fentoina : da 15 a 20 mg/kg somministrato ad un dosaggio da 0.5 a 1.5 ml/kg/min iniziale e successivamente da 4 a 7 mg/kg/die per il mantenimento

 

Trattamento :

rapida valutazione e trattamento dell’A B C

eventuale allertamento della TAC

intubazione oro-tracheale

L’intubazione può provocare un aumento dell’ipertensione endocranica ; va eseguita solo se si è in grado di farlo.

continua valutazione di tutti i parametri

 

Traumi della colonna vertebrale

Differenze anatomiche :

legamento interspinoso e capsule articolari più flessibili

articolazioni scarsamente sviluppate ed incomplete

con la flessione i corpi vertebrali slittano in avanti

le faccette articolari sono gonfie

maggiore rapporto tra cranio e corpo, per cui durante i movimenti di flesso-estensione del capo si può generare maggiore trasferimento di energia sul collo con possibilità di lesioni midollari.

Nel dubbio di una lesione midollare, bisogna comportarsi come se esistesse.

 

Trauma delle estremità

Le priorità iniziali nel trattamento del trauma scheletrico sono simili a quelle dell’adulto, con la peculiarità del potenziale trauma a carico dei nuclei di crescita con evidente possibilità di sviluppo scheletrico abnorme

 

INDICE DI TRIAGE

Come indice di triage nel politraumatizzato pediatrico viene impiegato il PTS (Pediatric Trauma Score).

 

Tab. 6 - Pediatric Trauma Score.

Caratteristiche del paziente +2 +1 -1
peso (Kg) > 20 10 a 20 < 10
vie aeree normali conservate non conservate
pressione sistolica > 90 50 a 90 < 50
sistema nervoso centrale sveglio obnubilato coma/decerebrato
ferite aperte nessuna minore maggiore/penetrante
trauma scheletrico nessuno fratture chiuse aperte, fratture multiple
 

Sommare il valore di ogni parametro. Il più alto valore possibile è +12, e quello più basso è -6.

 

Indice Emergenze Traumatologiche