L' INFARTO ACUTO
DEL MIOCARDIO
(II
parte)
u Complicanze aritmiche
Aritmie ipercinetiche
sopraventricolari
Fibrillazione atriale (FA). L' insorgenza di FA in corso d'
infarto miocardico acuto è molto spesso associata a
scompenso cardiaco, a bassa portata (grave riduzione
della funzione sistolica del VS), pericardite,
infarto atriale sinistro. La tachiaritmia
determinando una riduzione della gittata cardiaca ed
un aumento del consumo miocardico di O2
può determinare un' estensione dell' IMA per cui è
importante ottenere un rapido controllo della
frequenza ventricolare media utilizzando un farmaco
con scarso effetto inotropo negativo.
L' amiodarone prolungando il
periodo refrattario e rallentando la velocità di
conduzione nel nodo atrio ventricolare riduce la
frequenza ventricolare media e le richieste
miocardiche di O2 aumentandone l' apporto
attraverso una vasodilatazione coronarica, ha scarso
effetto inotropo negativo e può cardiovertire la FA
a ritmo sinusale. Sia nella FA a QRS stretti che a
QRS larghi per blocco di branca preesistente, si
impiega al dosaggio di 5 mg/Kg ev in 15-30 minuti; in
caso di persistenza dell'aritmia si prosegue con l'
infusione ev di 15 mg/Kg/24 ore non superando i 1800
mg/die.
Nel rapido deterioramento
emodinamico od in caso di angina persistente si
ricorre al D.C. shock d'urgenza sincronizzato
(150-300-360 joule).
Flutter atriale
(FLA). Le ripercussioni emodinamiche e le ragioni per
un sollecito trattamento sono identiche a quelle già
considerate per la FA. La conversione a ritmo
sinusale è possibile con la stimolazione atriale
transesofagea (SATE).
Se la SATE è inefficace,
amiodarone 5 mg/Kg ev in 15-30 minuti seguiti dall'
infusione ev di 15 mg/Kg/24 ore per controllare la
frequenza ventricolare media non superando i 1800
mg/die. Nel rapido deterioramento emodinamico si
ricorre al D.C. shock d'urgenza sincronizzato
(50-100-360 joule).
Aritmie
ipercinetiche ventricolari
Contrazioni premature ventricolari (CPV) minacciose (> 6 min,
polimorfe, coppie, triplette, fenomeno R/T).
Correggere rapidamente gli eventuali fattori
scatenanti: ipossia, acidosi, ipokaliemia,
ipomagnesiemia, ipercalcemia intracellulare, ipertono
simpatico.
Lidocaina bolo ev di 1 mg/Kg
(max 100 mg) in 2 min, se necessario 0,5 mg/Kg ogni
8-10 min fino ad un totale di 3 mg/Kg seguiti dall'
infusione ev di 1-4 mg/min fino a stabilizzazione.
Controindicazioni assolute: ipersensibilità agli
anestetici locali, bradicardia sinusale, ritmo
idioventricolare accelerato (RIVA), preeccitazione
ventricolare, BAV avanzato.
Controindicazioni relative
(bolo dimezzato): pazienti con età > 70 anni,
shock cardiogeno (azione inotropa negativa),
scompenso ventricolare destro congestizio (rallentata
metabolizzazione epatica), insufficienza renale.
Se le CPV persistono,
procainamide bolo ev di 1-2 mg/Kg (20-30 mg/min)
ripetibili ad intervalli superiori a 5 min fino ad un
totale di 10-15 mg/Kg, seguiti dall' infusione ev di
1-4 mg/min (ridurre la velocità d' infusione in
presenza di insufficienza renale per evitare effetti
proaritmici: torsione di punta).
Tachicardia ventricolare monomorfa (TVM) sostenuta
(durata > 30 sec), se la FC < 150 bpm e la
tachicardia è ben tollerata: lidocaina bolo ev di 1
mg/Kg in 2 min ripetibili dopo 8 min fino ad un
totale di 3 mg/Kg, seguiti dall' infusione di 1-4
mg/min fino a stabilizzazione oppure procainamide
alle dosi già consigliate per le CPV od amiodarone
150 mg in bolo ev in 10 min seguiti dall' infusione
ev di 1 mg/min per 6 ore e poi di 0,5 mg/min.
Viceversa, se la frequenza ventricolare è elevata
(> 150 bpm) si associa ad angina o si accompagna
ad instabilità emodinamica è necessario sottoporre
il paziente a D.C. shock d' urgenza
sincronizzato (100-200-360 joule).
Dopo 6-24 ore di infusione ev
di un antiaritmico rivalutare la necessità di
continuare il trattamento.
Correggere rapidamente
eventuali fattori scatenanti: ipossia, acidosi
ipokaliemia, ipomagnesiemia, ipercalcemia
intracellulare, aumento del tono simpatico.
In caso di TV intrattabile vi
è l' indicazione alla chirurgia cardiaca d' urgenza
(entro le 24 ore).
Tachicardia ventricolare polimorfa (TVP) sostenuta,
D.C. shock d' emergenza desincronizzato
(200-300-360 joule).
Fibrillazione ventricolare (FV), flutter ventricolare (FLV) o TV senza polso
equivalgono ad un arresto cardiaco: trattamento
immediato con D.C. shock d'emergenza
desincronizzato (200-300-360 joule) à
intubazione endotracheale, ventilazione a pressione
positiva, accesso venoso à
adrenalina 1 mg ev bolo (il farmaco può essere
somministrato anche per via endotracheale: 2,5 mg
diluiti fino a 10 ml di soluzione fisiologica) à 10 CPR
(rianimazione cardiopolmonare) con rapporto
compressioni toraciche/ ventilazione 5:1 à D.C.
shock desincronizzato (360-360-360 joule) à
adrenalina 1 mg ev bolo ed il loop ricomincia.
Si passa all' opzione
successiva se la precedente è stata inefficace.
Continuare finchè è presente FV.
Dopo 3 loop, sui dati
emogasanalitici (EGA), bisogna considerare la
somministrazione di bicarbonati (non impiegare la
stessa via d' infusione dell' adrenalina) e di
lidocaina 1,5 mg/Kg, ripetibile ogni 3-5 minuti fino
ad un max di 3 mg/Kg.
Defibrillare 30-60 sec dopo
ogni dose farmacologica. In caso di ripristino del
ritmo sinusale iniziare la profilassi della FV con l'
infusione ev di 2 mg/min di lidocaina rivalutando
dopo 6-24 ore la necessità di continuare il
trattamento riducendo l' infusione a 1-2 mg/min.
Dopo 30 minuti di rianimazione
cardiopolmonare (RCP) inefficace le manovre
rianimatorie possono essere sospese.
RIVA, è
considerato un segno indiretto di riperfusione, è
un' aritmia benigna che si risolve spontaneamente e
non necessita di trattamento, la frequenza
ventricolare è generalmente < 100 bpm.
Aritmie
ipocinetiche
Bradicardia sinusale, è frequente nelle prime ore
soprattutto nell' IMA inferiore, se è associata ad
ipotensione arteriosa, scompenso cardiaco a bassa
portata, aritmie ventricolari si somministrano 0,5 mg
di atropina in bolo ev ripetibili ogni 5 minuti fino
ad un massimo di 2 mg.
Se è sintomatica e non
risponde all' atropina è indicato un PM temporaneo e
provvisoriamente l' elettrostimolazione transcutanea.
BAV di I grado
(sede soprahissiana), non necessita di trattamento.
BAV di II grado Mobitz 1 con periodismi di Luciani-Wenckebach
(sede soprahissiana), nessun trattamento.
BAV di II grado Mobitz 2 (sede hissiana o sottohissiana), spesso
si complica con un BAV completo per cui se la FC <
40 bpm è indicato un PM temporaneo e
provvisoriamente l' elettrostimolazione transcutanea.
L' atropina è controindicata perché aumentando la
frequenza di scarica del nodo senoatriale di fatto
può aumentare il blocco. E' associato ad un' elevata
mortalità.
BAV di III grado, generalmente nell' IMA inferiore la
sede del blocco è nel nodo atrioventricolare che nel
90% dei casi è irrorato dalla coronaria destra, il
ritmo di scappamento è giunzionale a QRS stretti con
FC > 40 bpm ed il blocco generalmente si risolve
nella prima settimana non richiedendo necessariamente
un PM temporaneo ma eventualmente l' impiego dell'
elettrostimolazione transcutanea. Nell' IMA anteriore
invece la sede del blocco interessa estesamente il
tessuto di conduzione per l' ampio coinvolgimento del
setto ed il ritmo di scappamento a QRS larghi e FC
< 40 bpm richiede un PM temporaneo che non incide
comunque sull' elevatissima mortalità di questo
gruppo di pazienti (70-80%).
Blocchi intraventricolari, sono sempre accompagnati ad un'
elevata mortalità. In caso di blocco di branca di
recente insorgenza, blocco bifascicolare o blocco di
branca più BAV di I grado è indicato un PM
temporaneo o temporaneamente l' elettrostimolazione
transcutanea.
Asistolia,
trattamento immediato: intubazione endotracheale,
ventilazione a pressione positiva, accesso venoso à
adrenalina 1 mg ev bolo à 10 CPR à atropina 3 mg ev bolo à
adrenalina 1 mg ev à 10 CPR à adrenalina 1 mg ev à 10 CPR à
adrenalina 5 mg ev à 10 CPR à EGA (bicarbonati ev) à
adrenalina 1 mg ev ß à 10 CPR.
Si passa all' opzione
successiva se la precedente è stata inefficace.
Superata la fase d' emergenza vi è indicazione all'
inserzione di un PM temporaneo.
Dopo 30 minuti di rianimazione
cardiopolmonare (RCP) inefficace, le manovre
rianimatorie possono essere sospese.
u Complicanze emodinamiche
Scompenso ventricolare sinistro: classi emodinamiche secondo Forrester
(il posizionamento del catetere di Swan-Ganz in
arteria polmonare è indicato nelle classi 2-3-4):
Classi
|
Indice
cardiaco
|
Pressione di
incuneamento
capillare polmonare
|
Mortalità
ospedaliera
|
Emodinamica
|
|
> 2,2 l/min/m2
> 2,2 l/min/m2
<2,2 l/min/m2
<2,2 l/min/m2
|
< 18 mmHg
> 18 mmHg (1)
< 18 mmHg
> 18 mmHg (1)
|
3%
9%
23%
51%
|
normale
stasi polmonare
ipotensione arteriosa-
ipoperfusione periferica,
non stasi polmonare
EPA, ipotensione arteriosa-
arteriosa, ipoperfusione
periferica fino allo
shock cardiogeno
|
(1) indica un aumento della
pressione telediastolica del VS
La stasi polmonare e l' edema
polmonare acuto richiedono un sollecito trattamento con O2,
morfina ev in piccole dosi ripetute, furosemide e
nitroglicerina ev, intubazione endotracheale se
necessario.
In corso di IMA è possibile
osservare una classe emodinamica 3, dovuta a ipovolemia
(ipotensione ipovolemica) e non a deficit contrattile del
VS, riconoscibile per le basse pressioni vigenti in atrio
destro.
In questo caso l' attenta
somministrazione di liquidi in boli di 50-100 ml deve
portare la pressione di incuneamento capillare polmonare
entro i 14-18 mmHg per avere la migliore pressione di
riempimento del VS e la migliore prestazione contrattile.
Nello shock cardiogeno la
noradrenalina in infusione e.v. al dosaggio di 0.5-30
µg/min può essere sostituita dalla dopamina 5-20
µg/Kg/min ev quando la PAS supera gli 80 mmHg e
solitamente alla dopamina si associa la dobutamina 2-20
µg/Kg/min e.v. quando la PAS supera i 90 mmHg per
tentare di ridurre il dosaggio della dopamina. Questi
trattamenti compreso anche il trattamento trombolitico e
l' uso del contropulsatore aortico non incidono sulla
mortalità che secondo le casistiche è del 70-100% e
rendono lo shock cardiogeno la complicanza più grave
dell' IMA (colpisce il 7-10% degli infartuati).
L' unico trattamento che ha
dimostrato di poter ridurre la mortalità è la PTCA
precoce, preceduta dalla coronarografia d' emergenza, che
permette la ricanalizzazione della coronaria responsabile
dell' infarto; se la PTCA non è praticabile vi è l'
indicazione al bypass aortocoronarico di emergenza.
u Complicanze meccaniche
La rottura del muscolo
papillare tra la 2a
e la 7a giornata determina una grave
insufficienza mitralica acuta con soffio puntale
olosistolico irradiato all' ascella generalmente
senza fremito con improvviso EPA o shock
circolatorio.
Per la diagnosi sono utili l'
Rx del torace, l' ecocardiogramma transtoracico e/o
transesofageo ma la conferma diagnostica si ha con il
posizionamento dello Swan-Ganz che evidenzia onde v
giganti nel tracciato di pressione di incuneamento
capillare polmonare per l' importante rigurgito
mitralico. La rottura completa è rapidamente mortale
mentre la rottura parziale richiede un intervento
cardiochirurgico d' emergenza (entro le 4 ore) con
sostituzione o plastica valvolare ed eventuale bypass
aortocoronarico. Più frequentemente è leso il
papillare postero-mediale nel corso di IMA inferiori,
irrorato esclusivamente dalla discendente posteriore,
mentre il papillare antero-laterale si rompe più
difficilmente perché irrorato sia dalla discendente
anteriore che dalla circonflessa. In attesa della
chirurgia il trattamento prevede O2,
furosemide, nitroglicerina, inotropi, contropulsatore
aortico ed eventuale ventilazione meccanica.
La rottura del setto
interventricolare è
generalmente apicale in corso di IMA antero-settale o
infero-posteriore; si verifica nei primi 7 giorni e
clinicamente è caratterizzato da dispnea, comparsa
di un soffio mesocardico rude accompagnato da fremito
e progressiva evoluzione in EPA o shock circolatorio.
Il trattamento farmacologico,
in attesa dell' intervento cardiochirurgico d'
urgenza per l' applicazione di un patch con eventuale
bypass aortocoronarico, è lo stesso utilizzato in
caso di rottura del muscolo papillare. Il catetere di
Swan-Ganz rileva elevate pressioni polmonari ed
aumento della saturazione di O2 nel VD e
nell' arteria polmonare ma non in atrio destro
dimostrando lo shunt ventricolare sinistro-destro e
chiarendo la diagnosi.
La rottura della parete
libera del VS con
tamponamento avviene in genere nelle prime 24 ore ed
anche dopo 4-7 giorni dall' IMA, è più frequente
nelle pazienti anziane con primo IMA in sede
anteriore e clinicamente esordisce con dolore
toracico, shock circolatorio, dissociazione
elettromeccanica. La mortalità è quasi del 100%. Il
trattamento prevede le manovre rianimatorie, la
pericardiocentesi, l' intervento cardiochirurgico d'
emergenza. Raramente la rottura è subacuta e
determina uno pseudoaneurisma per stillicidio ematico
nel cavo pericardico, che tende ad autolimitarsi, e
che si diagnostica con l' ecocardiogramma o la
ventricolografia durante cateterismo e necessita di
intervento cardiochirurgico d' urgenza.
La
formazione di un aneurisma ventricolare sinistro è più frequente nell' IMA anteriore,
raro l' aneurisma della parete posteriore, determina
scompenso cardiaco refrattario e/o aritmie
ventricolari gravi che se non sono controllabili
farmacologicamente pongono l'indicazione
all'intervento di aneurismectomia d'urgenza. L'
aneurisma inoltre può essere causa di tromboembolie
sistemiche nei 3-6 mesi dopo l' IMA .
Altre
complicanze
Un
lieve versamento
pericardico durante un
infarto esteso è frequente e non necessita di nessun
trattamento. La comparsa di una pericardite
postinfartuale (estensione della necrosi fino all'
epicardio) è caratterizzata da dolore continuo che
si acuisce con la ventilazione, da sfregamenti ed
alterazioni ECG. Può dare un versamento ma quasi mai
tamponamento e va trattata con aspirina eventualmente
ad alte dosi: 650 mg ogni 4-6 ore. Eventualmente
considerare la sospensione dell' eparina.
La sindrome di Dressler
(abbondante versamento pericardico, febbre,
leucocitosi, sfregamenti, pleurite sinistra) che
compare dopo 2-10 settimane dall' esordio acuto è
una reazione autoimmunitaria alla necrosi miocardica
che si tratta con acido acetilsalicilico ad alte dosi
ma che praticamente è scomparsa dall' avvento della
terapia riperfusiva.
Reinfarto,
più frequente negli IMA non-Q o nei pazienti
trombolisati con riocclusione del vaso. Si
diagnostica se nei primi 10 giorni si ha un nuovo
aumento dei biomarkers specifici di necrosi
miocardica acuta a cui possono accompagnarsi
alterazioni ECG e/o ripresa del dolore. Possono
essere indicati: una seconda trombolisi, la PTCA od
il bypass.
L' angina postinfartuale: ricomparsa entro 10 giorni di angina a
riposo o dopo lievi sforzi sensibile ai nitroderivati
perlinguali, si accompagna ad un rischio più elevato
di reinfarto o morte improvvisa per cui vi è l'
indicazione alla coronarografia per un possibile
intervento di PTCA o di bypass aortocoronarico.
La tromboembolia polmonare da TVP per immobilizzazione prolungata
a letto deve essere sospettata per la comparsa di
dispnea improvvisa con tachipnea e tachicardia non
giustificate dal reperto obiettivo toracico e
confermata o esclusa dalle opportune indagini
diagnostiche.
L' IMA del VD si ha nel
30% degli IMA inferiori ed è clinicamente
caratterizzato dalla triade: ipotensione arteriosa
(per ridotto precarico del VS da ridotta gittata del
VD), aumento della pressione venosa giugulare (segno
di Kussmaul: distensione delle giugulari durante
inspirazione), assenza di congestione polmonare.
La diagnosi è confermata dall'
ecocardiogramma.
E' necessario lo Swan-Ganz che
misura l' aumento delle pressioni atriali destre,
riduzione delle pressioni di incuneamento capillare
polmonare e permette la cauta somministrazione di
liquidi (1-2 litri di soluzione fisiologica) per
ottenere una pressione di riempimento del VS entro
12-16 mmHg e l' aumento della portata cardiaca.
Può essere necessario il
contropulsatore aortico se il quadro di ipoperfusione
periferica non risponda all' infusione di volume ed
alla successiva eventuale somministrazione di
dobutamina.
In caso di complicanze
aritmiche ipocinetiche che richiedano un PM
temporaneo transvenoso è indicata l'
elettrostimolazione atrioventricolare sequenziale
bicamerale piuttosto che la ventricolare monocamerale
per la migliore risposta di questi pazienti con
funzione ventricolare depressa.
L' IMA non-Q
generalmente ha un movimento enzimatico minore e si
avvale di un trattamento con eparina ev ed acido
acetilsalicilico, come nell' angina instabile, a cui
si associa il diltiazem per ridurre l' incidenza di
angina postinfartuale e di reinfarto. In questi
pazienti è necessario eseguire una coronarografia
perché verosimilmente hanno una circolazione
coronarica instabile e suscettibile di
rivascolarizzazione.
1) American Heart Association.
Heart and stroke facts: 1996 statistical supplement.
Dallas: American Heart Association, 1996; 1-23
2) The GUSTO Investigators. An
international randomized trial comparing four
thrombolytic strategies for acute myocardial infarction.
N Engl J Med 1993; 329:673-682
3) Grines C.L. et al (PAMI study
group). A comparison of immediate coronary angioplasty
with thrombolitic therapy for acute myocardial
infarction. N Engl J Med 1993; 328: 673-679
Giuseppe
Giancaspro
Dirigente Medico di I Livello
Dipartimento Emergenza Urgenza, Area Medica, Azienda
Policlinico Umberto I, Roma, Ricercatore Universitario
Confermato, Docente di Geriatria e Medicina di Primo
Soccorso, Cattedra di Medicina d' Urgenza Istituto di I
Clinica Medica Generale e Terapia Medica, Università
degli Studi di Roma " La Sapienza "
Marianna Suppa
Dirigente Medico di I Livello
Dipartimento Emergenza Urgenza, Area Medica, Azienda
Policlinico Umberto I, Roma
Indice
Infarto Miocardico Acuto
Indice
Emergenze Cardiopolmonari
Indice DEU
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