I progressi degli ultimi anni in campo aritmologico hanno notevolmente migliorato lapproccio al paziente aritmico. Tuttavia leccessivo aumento delle opzioni terapeutiche (farmacologiche e non farmacologiche) può talvolta creare difficoltà decisionali. Per tale motivo si è ritenuto opportuno raccogliere in un manuale di semplice consultazione alcuni schemi di terapia che, possano servire da traccia ai cardiologi impegnati nel trattamento delle urgenze aritmiche. Esistono molte valide alternative alle scelte terapeutiche indicate; tuttavia tali alternative, come pure la successiva profilassi delle recidive aritmiche, non vengono trattate in quanto ciò andrebbe oltre gli scopi che ci siamo proposti con questa pubblicazione. Per i farmaci antiaritmici ci si è limitati a quelli commercializzati in Italia; non sono pertanto riportati nel testo farmaci di documentata efficacia ma di difficile reperimento. Per quanto riguarda il trattamento non farmacologico si sono incluse le procedure normalmente impiegate in un reparto di Cardiologia; tuttavia anche non disponendo di tutte queste tecniche i protocolli sono parzialmente impiegabili. Si sottolinea peraltro la necessità di disporre almeno delle attrezzature per la rianimazione cardio- polmonare (incluso un defibrillatore). Come tutti i protocolli anche questi hanno solo un valore orientativo e non possono prescindere da una attenta valutazione nel singolo paziente di età, cardiopatia sottostante, situazione emodinamica, turbe ioniche, metaboliche e dellequilibrio acido-base, patologie extracardiache (ad es. renali, epatiche, tiroidee), eventuali precedenti trattamenti farmacologici (in particolare antiaritmici). Va infine sottolineata la possibile comparsa di effetti proaritmici, sia da farmaci che da metodiche non farmacologiche, od il passaggio da una situazione di stabilità emodinamica ad una di instabilità, con conseguente necessità di un immediato cambiamento dello schema terapeutico. E opportuno che tutti i pazienti vengano attentamente e costantemente controllati (possibilmente monitorizzati). Le aritmie scelte sono quelle più frequenti o di maggior rilevanza clinica, facendo riferimento per la classificazione a dati già codificati nella letteratura. Solo per le tachiaritmie sopraventricolari è stato riportato uno schema classificativo essendovi troppe difformità fra le varie terminologie impiegate. Alle realizzazione di questo manuale hanno collaborato: Fulvio Cozzi, Cornelio Bertagnolli, Aldo Ferro, Maria Teresa Della Mea, Emanuela Stirpe, Roberto Bonmassari, Danila Girardini, Maurizio Del Greco, Ferdinando Imperadore, Eugenia Moschini, Fabio Tarantino, Alberto Menotti.
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Nellapplicazione degli schemi terapeutici è
sottointeso il passaggio allopzione successiva - La
somministrazione in acuto dei farmaci antiaritmici deve
essere immediatamente sospesa in - Le premesse e le note sono parte integrante dei protocolli. - Abbreviazioni:
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