CARDIOVERSIONE URGENTE
CARDIOVERSIONE NON URGENTE
TEE + e - Presenza o assenza di trombi o ecocontrasto spontaneo allecocardiogramma transesofageo NO TEE Non disponibilità di un ecocardiogramma transesofageo NOTE ALLA PROFILASSI DELLE COMPLICANZE TROMBOEMBOLICHE NELLA CARDIOVERSIONE DELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE - La terapia anticoagulante, in assenza di controindicazioni, dovrebbe essere iniziata 3 settimane prima della cardioversione e proseguita poi, dopo il ripristino del ritmo sinusale, per altre 4 settimane o cronicamente in alcuni casi. - Sono sufficienti valori di INR compresi tra 1,5 e 2,5; in caso di rischio tromboembolico alto, tali valori devono essere incrementati. - Nei pazienti a medio e alto rischio tromboembolico che necessitano di cardioversione urgente e non possono quindi essere pretrattati per 3 settimane con terapia anticoagulante, la scoagulazione può essere iniziata al momento della cardioversione con Eparina (s.c. o e.v.), sostituita poi dal Warfarin. Lo stesso comportamento viene da noi tenuto nei pazienti a medio rischio con TEE negativo anche quando la cardioversione non è urgente. - Anche nel FLA esiste un rischio di complicanze tromboemboliche che viene tuttavia considerato più basso rispetto a quello della FA; lindicazione alla scoagulazione non può essere schematizzata in base ai dati attualmente disponibili. DEFINIZIONE DEL RISCHIO TROMBOEMBOLICO
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