STRATIFICAZIONE DEL RISCHIO ARITMICO NEL POST-INFARTO:


 

ruolo dello studio elettrofisiologico

 

Quale tra le tachiaritmie ventricolari inducibili alla stimolazione ventricolare programmata presenta un significato prognostico indipendente nel paziente con esiti di recente infarto miocardico ?

Il SEE, mediante la tecnica della stimolazione ventricolare programmata, può essere utilizzato per identificare i pazienti ad elevato rischio di aritmie ventricolari maligne dopo IMA. Si è infatti dimostrato, su casistiche assai ampie, che l'induzione di TV monomorfa sostenuta con FC < 260-270 / min rappresenta variabile con significato prognostico indipendente nei confronti di eventi aritmici nel successivo follow-up (18, Figura 25, 67, 126-130). La maggior parte dei centri si è mostrata però riluttante nell'utilizzare lo SEE per la stratificazione del rischio dopo IMA. Questo atteggiamento è in parte riconducibile alle seguenti ragioni: 1) il SEE è una procedura invasiva, non priva di rischi, praticabile solo da una "equipe" esperta, 2) alcuni dei primi studi apparsi in letteratura, anche se relativi a casistiche limitate, avevano fornito risultati piuttosto deludenti (131-135), 3) la difformità dei protocolli di stimolazione impiegati rende difficile il confronto degli studi disponibili, 4) relativamente all'end-point della stimolazione ventricolare programmata, non vi è accordo circa la durata minima della TV monomorfa sostenuta (10 o 30 secondi ), 5) la stimolazione ventricolare programmata espone sempre al rischio di aritmie aspecifiche inducibili, quali la TV polimorfa o la FV. Tale rischio aumenta con l'impiego di protocolli aggressivi, precoce esecuzione del SEE rispetto alla data dell'IMA (136, 137), 6) i test non invasivi, soprattutto se integrati tra loro, sono piuttosto efficaci nella stratificazione prognostica dopo IMA, mostrando in taluni lavori una accuratezza diagnostica pressochè sovrapponibile a quella del SEE (18, 64-67,76-78).

 

E' razionale eseguire la stimolazione ventricolare programmata in tutti i pazienti con recente infarto miocardico ?

Per le ragioni su indicate non appare opportuno eseguire il SEE routinariamente in tutti i pazienti con esiti di IMA. Appare certamente più razionale limitare tale studio a sottogruppi di pazienti preselezionati con tecniche non invasive e pertanto con elevata probabilità di eventi aritmici spontanei. Tale approccio, suggerito da diversi autori, è stato verificato prospetticamente in un recente nostro studio (69). Di 303 pazienti con recente IMA, sono stati considerati a rischio di eventi aritmici coloro che presentavano ³ 2 tra i seguenti indici: frazione di eiezione < 40%, PTV al "signal-averaging", BEV di classe Lown 4A-B ad un ECG dinamico di 48 ore. Si è così identificato un gruppo di pazienti (22% della popolazione in studio) che ha poi mostrato ad un successivo follow-up di 15 ± 7 mesi una elevata incidenza di eventi aritmici (30%). L'algoritmo non invasivo sopra indicato ha mostrato sensibilità, specificità, valore predittivo positivo e negativo pari all'87, 88, 30, 99%, rispettivamente. Dopo l'esecuzione del SEE nel sottogruppo così preselezionato, l'analisi statistica ha identificato la induzione di TV monomorfa sostenuta con FC < 270 / min come la variabile indipendente più strettamente predittiva di aritmie maligne spontanee. Integrando l'algoritmo non invasivo con i risultati del SEE, non erano apprezzabili variazioni statisticamente significative di sensibilità e valore predittivo negativo (81 e 99%, rispettivamente); erano al contrario apprezzabili significativi incrementi di specificità e valore predittivo positivo (97 e 65%, rispettivamente) (Figura 26). Lo studio ha pertanto dimostrato che mediante una strategia a 2 livelli (1° livello: non invasivo; 2° livello: invasivo) è possibile individuare con buona sensibilità (81%) un gruppo di pazienti infartuati con rischio di eventi aritmici sufficientemente elevato (65%) da poter essere considerati candidati a terapie specifiche.

 

Indice STRATIFICAZIONE RISCHIO ARITMICO DOPO IMA
Indice Manuali di Aritmologia
Indice EINTHOVEN