STRATIFICAZIONE DEL RISCHIO ARITMICO NEL POST-INFARTO:


 

algoritmi di stratificazione basati sull'uso combinato di più indici non invasivi

 

Quale è il limite più importante dei "markers" prognostici di rischio aritmico nel post-infarto ?

Uno dei limiti più evidenti dei test non invasivi è rappresentato dall'elevato numero di risultati falsi positivi proprio dei singoli test, con conseguenti bassi valori di specificità e valore predittivo positvo. Questo fenomeno è certamente riconducibile alla eziopatogenesi multifattoriale delle tachiaritmie ventricolari maligne nel post-IMA (2) (Tabella XVII). E' infatti ben dimostrato che la presenza di un solo fattore di rischio non invasivo in assenza degli altri non risulta associarsi con una frequenza di eventi aritmici significativamente più elevata di quella riscontrabile nei soggetti privi di qualsiasi indice di rischio aritmico (66,67) (Tabella XVIII). Poichè è ragionevole ipotizzare l'interazione di diversi sistemi nello spiegare l'innesco di una aritmia maligna (2), l' uso integrato dei diversi "markers" di rischio al fine di migliorare l'accuratezza diagnostica appare certamente proponibile.

 

Quale grado di accuratezza diagnostica è atteso mediante l'impiego di un approccio poliparametrico nella stratificazione prognostica dell'infartuato ?

Le variabili di rischio più ampiamente usate in un approccio poliparametrico sono la frazione di eiezione, i PTV, i BEV frequenti e/o complessi e, più recentemente, la variabilità di FC (18, 64-67,76-78). E' stato così dimostrato la presenza contemporanea di 2 o 3 indici di rischio anormali consente di individuare i pazienti a rischio con un valore predittivo positivo compreso tra il 30 e il 50 % (18, 64-67,76-78). Per la semplicità dell'algoritmo proposto è opportuno ricordare quanto proposto in 2 recenti studi (67,76). Farrell e coll (76) raccomandano l'esecuzione in tutti i pazienti con esiti di IMA di un "signal-averaging" per la ricerca dei PTV e di un ECG dinamico di 24 ore per la determinazione della variabilità di FC. La anormalità di entrambi i test identificava infatti un gruppo di pazienti pari al 10% della polazione in studio con un valore predittivo positivo del 33% . In un nostro studio (67) è stato proposto un algoritmo non invasivo basato sulla presenza di ³ 2 variabili tra ridotta frazione di eiezione, durata patologica del QRS filtrato al "signal-averaging" e riscontro di ³ 2 episodi di TV non sostenuta all'ECG dinamico: esso appariva come il più specifico tra quelli esaminati, minimizzando il numero dei risultati falsi positivi. Veniva pertanto suggerita l'esecuzione di un ecocardiogramma bidimensionale (per la determinazione della frazione di eiezione) e di un "signal-averaging" in tutti i pazienti con IMA: la normalità di questi 2 test, senza ulteriori accertamenti diagnostici, ha escluso un rischio significativo di eventi nel 61% della popolazione in studio (frequenza di eventi < 1%). Al contrario la anormalità di entrambi questi test, nel 9% della popolazione in studio, si è associata con una frequenza di eventi assai elevata pari al 44%, non rendendo necessari ulteriori accertamenti anche in questo gruppo. Nei rimanenti pazienti, pari al 30% della popolazione in studio, la evidenza o di una frazione di eiezione ridotta o di una durata patologica del QRS filtrato ha mostrato un livello di rischio intermedio (frequenza di eventi pari al 7%) (Figura 67). In tali soggetti la esecuzione di un ECG dinamico di 48 ore alla ricerca di ³ 2 episodi di TV non sostenuta o di una ridotta variabilità della FC (quest'ultima in una registrazione di 24 ore), consente di migliorare significativamente la accuratezza diagnostica, enucleando sottogruppi con frequenza di eventi pari al 50 e al 12%, rispettivamente. Secondo tale algoritmo l'esecuzione dell'ECG dinamico potrebbe essere discrezionale, limitando il test a quei sottogruppi di pazienti (30% degli infartuati) nei quali il rilievo di aritmie ventricolari o una alterata variabilità di FC risultano informazione non ridondante, con limitazione dei costi e maggior semplicità procedurale.

 

Indice STRATIFICAZIONE RISCHIO ARITMICO DOPO IMA
Indice Manuali di Aritmologia
Indice EINTHOVEN