Stratificazione
prognostica dopo infarto miocardico acuto: verso la
semplicità e lefficacia ?
Come
ricordato da Tavazzi in un recente editoriale, la
valutazione prognostica dovrebbe aspirare alla
semplicità e all'efficacia. Semplicità indica
"minor costo e minor impegno di uomini",
efficacia rappresenta "il maggior contenuto
informativo prognostico possibile" (61).
Numerosi sono i test diagnostici e le strategie
proposte nella identificazione dei pazienti a rischio
di eventi aritmici maligni nel post-IMA, tuttavia non
è ancora definito quale tra gli approcci possibili
sia il più opportuno. E improbabile che
lutilizzo di molteplici test diagnostici sia
giustificato da in termini di rapporto
costo-efficacia. Un atteggiamento critico utile ad
evitare la prescrizione di accertamenti strumentali
ridondanti è infatti suggerito da alcuni studi che
hanno dimostrato come luso appropriato del test
ergometrico e di semplici variabili cliniche
indicative di disfunzione ventricolare sinistra siano
in grado di identificare con alta accuratezza
diagnostica i pazienti a rischio di morte cardiaca
dopo infarto miocardico acuto (16, 138). Gli autori
concludono inoltre che la prescrizione di ulteriori
test non invasivi, quali ad esempio gli studi
scintigrafici e lECG dinamico, non appaiono
necessari e giustificabili da un punto di vista del
rapporto costo efficacia. Qeusti risultati risultano
certamente provocatori in un periodo nel quale si
assiste ad una sempre maggiore disponibilità di
raffinata tecnologia. Tuttavia, la giornaliera
lievitazione della spesa sanitaria, impone di
interrogarsi circa la reale necessità di iter
diagnostici complessi e costosi alla ricerca di una
soltanto presunta completezza informativa.
Sono
disponibili dati circa il rapporto costo-efficacia
della stratificazione del rischio aritmico dopo
infarto miocardico acuto ?
Per
quanto riguarda la stratificazione del rischio
aritmico mancano dati che confrontino tra loro i
diversi algoritmi disponibili, alla ricerca del
"più semplice ed efficace" secondo quanto
suggerito da Tavazzi. Questo vuoto conoscitivo può
certamente costituire loggetto di future
ricerche, utili ad uniformare tra loro i diversi
approcci valutativi, orientando verso quello dotato
del miglior rapporto costo-efficacia.