CORRETTO USO DEL SOTALOLO |
TERAPIA
DELLE ARITMIE VENTRICOLARI |
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Aritmie ventricolari non sostenute
Il sotalolo si è rivelato efficace nella soppressione di
extrasistoli ventricolari, coppie e tachicardie ventricolari non sostenute.

A differenza di gran parte degli altri farmaci
antiaritmici, il sotalolo presenta una azione ugualmente efficace anche in pazienti con
frazione di eiezione <40% (Singh et al. 1989).
Aritmie ventricolari sostenute
Il sotalolo si è dimostrato da tre a quattro volte più
efficace della lidocaina nella interruzione delle tachicardie ventricolari sostenute
spontanee (Ho et al. 1994).

Diversi trial con metodica di tipo elettrofisiologica hanno
valutato la efficacia a breve termine del sotalolo, evidenziando percentuali di successo
che vanno dal 19 al 63%.
Il confronto tra i risultati di questi studi è piuttosto
complesso, poichè si tratta di casistiche alquanto eterogenee per criteri di selezione
dei pazienti, dei protocolli di stimolazione e di dosaggio del farmaco.

Efficacia del sotalolo
nella profilassi a breve termine delle aritmie ventricolari sostenute
Studi prospettici hanno in questi ultimi anni valutato la
efficacia del sotalolo nella proflassi a lungo termine delle aritmie ventricolari
sostenute.
Il lavoro di maggiore rilevanza è sicuramente
rappresentato dallo studio ESVEM (Mason 1993), condotto su pazienti con aritmie
ventricolari sostenute o pregressa sincope, con oltre 10 extrasistoli ventricolari
allora e una tachicardia ventricolare inducibile. La terapia farmacologica era
guidata mediante studio elettrofisiologico oppure dal monitoraggio elettrocardiografico
dinamico.
Sono state valutate efficacia e sicurezza di una serie di
farmaci, somministrati in sequenza randomizzata: chinidina, procainamide, imipramina,
pirmenolo, mexiletina, propafenone e sotalolo.
Il sotalolo è risultato più efficace alla valutazione
elettrofisiololgica rispetto gli altri farmaci di classe I (35% vs 10-25%), mentre
sovrapponibile è risultata la risposta alla valutazione elettrocardiografica dinamica
(55% vs 44-64%).
Il sotalolo è risultato anche il farmaco più efficace a
lungo termine, con la minor incidenza di mortalità aritmica, cardiaca e totale.
I dati dello studio ESVEM sono stati rianalizzati (Reiffel
et al. 1997) confrontando i pazienti trattati con sotalolo con quelli nei quali ad un
farmaco antiaritmico della classe I era stato associato un beta-bloccante.
La mortalità globale è risultata sovrapponibile nei due
gruppi mentre le recidive aritmiche sono risultate inferiori nel gruppo trattato con
sotalolo.


Questa osservazione risulta di estremo interesse poichè
conferma come lazione di classe III del sotalolo condizioni soprattutto la efficacia
antiaritmica del farmaco, mentre la sua azione beta-bloccante, mediante un effetto
antifibrillatorio e antiischemico, sia alla base del suo effetto favorevole sulla
mortalità globale.
I risultati dello studio ESVEM sulla efficacia antiaritmica
del sotalolo risultano sovrapponibili a quelli di altri studi sul trattamento delle
aritmie ventricolari sostenute.
Il modo più adeguato per selezionare i pazienti con
aritmie ventricolari sostenute da trattare con sotalolo è ancora oggetto di discussione.
Infatti mentre i lavori di Mason, Rankin e Haverkamp
previlegiano la terapia guidata dallo studio elettrofisiologico o allECG dinamico, i
dati di Kehoe e di Kuhlkamp depongono in senso contrario, ventilando la possibilità che
lapproccio empirico sia altrettanto efficace.

Efficacia a lungo termine
del sotalolo
nelle aritmie ventricolari sostenute
Le proprietà antifibrillatorie del sotalolo,
verosimilmente in relazione alla combinazione della azione beta-bloccante con quella di
classe III, risultano superiori alle sue proprietà antiaritmiche.
Uno studio di Young et al. (1994) ha mostrato una efficacia
a breve termine del sotalolo, valutata mediante studio elettrofisiologico, nell 89%
dei pazienti con fibrillazione ventricolare e nel 37% di quelli con tachicardia
ventricolare sostenuta.
I dati emersi dallo studio SWORD (Waldo et al. 1996)
confermano che solo lazione combinata di classe III e beta-bloccante del dl
sotalolo garantisce una prevenzione adeguata della mortalità aritmica.
Il sotalolo è stato confrontato con il defibrillatore
impiantabile (ICD). Lo studio AVID, che paragonava lefficacia dellICD con il
trattamento farmacologico (amiodarone o sotalolo) in pazienti con aritmie ventricolari
maligne, è stato interrotto nellaprile 1997, dopo il riscontro di una maggiore
riduzione (38%) della mortalità globale nel gruppo in trattamento con ICD.
Lo studio di Bocker et al. 1996, che ha confrontato
efficacia di ICD e sotalolo, ha mostrato una minore incidenza di mortalità globale a 3
anni nel gruppo trattato con ICD (16% vs 26%).
La frequenza di recidive aritmiche è invece risultata
decisamente inferiore nel gruppo trattato con sotalolo (17% vs 67%).
Sotalolo versus Amiodarone
I due farmaci hanno mostrato, in due studi su di un numero
limitato di pazienti, una efficacia sovrapponibile nel trattamento delle aritmie
ventricolari sostenute; lamiodarone si è rivelato in grado di rallentare
maggiormente la frequenza di eventuali recidive.
Il sotalolo ha determinato un miglioramento della funzione
cardiaca in termini di frazione di eiezione (Amiodarone vs Sotalol Study Group 1989; Man
et al. 1994).
Sotalolo e infarto miocardico
Gli effetti del sotalolo nel post-infarto miocardico sono
stati valutati in uno studio, della durata di un anno, su 1456 pazienti.
Rispetto al placebo, il farmaco ha determinato una minore
mortalità globale (7,3 vs 8,9%; riduzione del 18%) ed una minore incidenza di reinfarto
(riduzione del 41%). Solo il secondo dato è risultato peraltro statisticamente
significativo (Julian et al. 1982).

Effetti del sotalolo
sulla mortalità nel post-infarto miocardico
Il sotalolo appare quindi utilizzabile con sicurezza nella
terapia antiaritmica del post-infarto, mentre non può esserne raccomandato luso di
routine, come sostituto dei beta-bloccanti, per i possibili effetti indesiderati tipici
della classe III.
Sotalolo e aritmie ventricolari
sostenute in patologie cardiache particolari
Lefficacia del sotalolo nel prevenire tachicardie
ventricolari destre in assenza di cardiopatia organica è stata confrontata con quella di
verapamil e flecainide, risultando migliore, anche se non in modo significativo (Gill et
al. 1992).

Il sotalolo si è dimostrato efficace nel trattamento delle
aritmie ventricolari in presenza di cardiopatia aritmogena del ventricolo destro (Wichter
et al. 1992). Il farmaco ha ridotto significativamente lincidenza sia delle forme
inducibili (68%) che di quelle non inducibili (83%), risultando decisamente superiore a
farmaci di classe IA e IB (6%-0%), IC (12%-17%), beta-bloccanti (0%-29%), amiodarone
(15%-25%), verapamil (0%-50%).
Il sotalolo può quindi essere proposto
come farmaco di
prima scelta nel trattamento delle tachicardie ventricolari
destre in assenza di cardiopatia organica e nella cardiopatia
aritmogena del ventricolo destro.
Non sono invece disponibili dati che ne
definiscano il ruolo
nella cardiomiopatia dilatativa idiopatica, nella ipertrofica e
nelle cardiopatie congenite.

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