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Le pandemie di influenza nel XX secolo
Il XX secolo è stato teatro di tre grandi pandemie di influenza.
La pandemia più nota è stata la "Spagnola".
La "Spagnola", influenza H1N1, ha preso avvio in un campo militare negli Usa e da lì si è diffusa in tutto il mondo tra l’autunno 1918 e l’inverno 1919. Si stima che abbia provocato più di 20 milioni di morti. Secondo Potter CW anche 40 milioni (J Appl Microbiol 2001). Le morti hanno riguardato soprattutto le persone d’età compresa tra i 20 e i 40 anni.
In proporzione ci sono stati meno morti tra gli anziani, facendo ipotizzare che questi possedessero un maggior grado di immunità, forse per essere già venuti in contatto con ceppi influenzali simili. Nel 1957 l’influenza A H2N2, denominata "Asiatica", perché originata nel Sud della Cina, ha colpito prevalentemente bambini e giovani adulti ( 5-19 anni ).
Una seconda ondata nel 1958 ha invece maggiormente colpito le persone anziane.
La mortalità è stata più alta tra le persone con età estreme.
Nel 1968 la "Hong Kong" (influenza A H3N2) ha colpito in modo particolare i giovani di 10-14 anni. Tuttavia la maggior parte delle morti , seppur limitate, si è avuta tra le persone di età superiore a 65 anni. A rendere più benigna la "Hong Kong" è stata forse la somiglianza con l’ "Asiatica". La popolazione probabilmente presentava ancora un certo grado di immunità. Ha anche certamente influito il miglioramento del trattamento medico con la disponibilità di nuovi antibiotici, con conseguente riduzione delle infezioni batteriche secondarie.
Oltre alle 3 pandemie influenzali, nel corso del XX secolo ci sono state diverse epidemie d’influenza.
Nel 1976 un virus influenzale ritenuto essere collegato al virus della "Spagnola" del 1918 è stato identificato a Fort Dix negli Stati Uniti. Temendo una nuova pandemia, il Governo americano ha dato avvio ad un programma di vaccinazione di massa, tuttavia il virus è rimasto circoscritto all’area di Fort Dix.
Nel 1977 la "Russa" (influenza H1N1), che tuttavia sembra aver avuto origine in Cina, non ha comportato gravi conseguenze.
Nel 1997 è stato isolato ad Hong Kong un virus influenzale A, caratterizzato come H5N1, trasmesso all’uomo direttamente dai polli infetti, senza passare nell’ospite intermedio, i maiali. Interi allevamenti di polli sono stati distrutti e l’epidemia si è arrestata.
Sempre ad Hong Kong nel 1999 è stato isolato un virus influenzale, H9N2, sempre di origine aviaria che anche questa volta aveva saltato l’ospite intermedio per infettare l’uomo. In questo caso l’influenza non si è diffusa.
L’aspetto più preoccupante nelle recenti epidemie influenzali è il nuovo modo di trasmissione del virus influenzale con la possibilità di un’ infezione diretta dai polli all’uomo.
Fonte: Sarubbi FA , Southern Medical Journal 2003; 96:735-736
( Xagena2003 )
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