|
|
La storia del vaiolo: dagli Egizi a Edward Jenner
Il primo passo per l’eradicazione del vaiolo fu compiuto circa 200 anni fa da Edward Jenner in Inghilterra
La prima epidemia , conosciuta , di vaiolo porta la data del 1350 AC nel corso della guerra che vide contrapposti gli egiziani agli ittiti. La malattia fu trasmessa dai prigionieri egizi agli ittiti e l’epidemia si estese a tal punto che rappresentò l’inizio della decadenza della civiltà ittica. Durante l’epidemia del 430 AC, Tucidite osservò che le persone che sopravvivevano al vaiolo , presentavano immunità contro questa malattia per lungo tempo. Ma la prima descrizione scientifica di un’epidemia di vaiolo risale al 910 DC. L’infezione da vaiolo non risparmio alcuno , colpì persone umili , re ed imperatori. Contrassero il vaiolo , Guglielmo II di Orange, l’imperatore Ferdinando II d’Austria, la regina d’Inghilterra Maria II, re Luigi I di Spagna, l’imperatore Giuseppe I d’Austria, lo zar Pietro II, re Luigi XV di Francia. Verso la fine del XVIII secolo in Europa , il vaiolo era causa di circa 400.000 morti ogni anno , ed 1/3 dei sopravvissuti diventava cieco.
I sintomi del vaiolo si presentavano improvvisamente, con febbre alta, sensazione di freddo, cefalea, dolore dorso-lombare, mialgie, ed astenia. La nausea ed il vomito erano frequenti. Dopo 2-4 giorni le febbre diminuiva ed apparivano dei rash sulla faccia e agli occhi. Il rash si estendeva successivamente a tutto il corpo. Le lesioni della pelle maculopapulose evolvevano in vescicole e pustole e progredivano ad escara.
In alcune persone il vaiolo aveva un decorso velocissimo , con manifestazioni emorragiche mucocutanee che precedevano la comparsa di lesioni cutanee. Questa forma acuta di vaiolo era associata ad un’alta incidenza di mortalità Nelle persone già venute in contatto , il vaiolo si manifestava come forma benigna senza rash.
In generale la mortalità da vaiolo variava dal 20 al 60% delle persone colpite. Chi sopravviveva rimaneva sfigurato ; inoltre l’infezione corneale di vaiolo portava a cecità. La mortalità nei bambini al di sotto dei 5 anni era altissima , con percentuali tra l’80 ed il 90%.
Nel 1700 era già noto che le persone che riuscivano a sopravvivere all’infezione presentavano immunità contro epidemie successive, e non erano poche le persone che cercavano di infettarsi volontariamente con materiale pustoloso di persone che avevano contratto il vaiolo in forma lieve. Questa metodica di immunizzazione prendeva il nome di variolazione, da variola, il nome con cui era chiamato il virus del vaiolo, ma non era sicura ed alcune persone "variolate" morirono di vaiolo.
Nelle aree rurali di diversi Paesi europei era comune osservare mucche con rash , simili a quelli prodotti dal vaiolo umano. Le persone , come i mungitori, che toccavano le pustole poste sulle mammelle si infettavano di una forma lieve di vaiolo, quello bovino, e rimanevano immuni contro il vaiolo umano.
Fu solo nel 1788 che Edward Jenner , un medico della Contea di Gloucester iniziò a studiare il fenomeno per darne una spiegazione scientifica. Nel 1796 Jenner fece un esperimento, che si rivelò di fondamentale importanza nella lotta al vaiolo. Ad una mungitrice che aveva contratto il vaiolo bovino estrasse il siero dalle pustole presenti sulle mani , e lo inoculò in un bambino di 8 anni attraverso due incisioni sul braccio. Sei settimane più tardi, Jenner infettò il bambino con il virus del vaiolo umano, e rimase sorpreso nel vedere che la sua ipotesi era corretta. Infatti il bambino non contrasse la malattia. Qualche mese più tardi Jenner ripetè l’esperimento ed ottenne lo stesso risultato. Alla fine del 1796 Jenner inviò un articolo alla Royal Society a Londra, descrivendo 13 casi di soggetti immunizzati con il vaiolo bovino. La Royal Society rifiutò di pubblicare l’articolo. Jenner lo pubblicò successivamente a sue spese. Lo studio compiuto da Jenner fu molto criticato. Alcuni medici si mostrarono scettici, altri rifiutarono il metodo per interessi economici che li legava alla variolazione.
Il metodo di Jennner ebbe tuttavia presto un’ampia diffusione ed in breve tempo più di 100.000 persone furono "vaccinate" in tutta Europa. Nel 1805 Napoleone impose la "vaccinazione" a tutte le sue truppe, ed 1 anno più tardi la vaccinazione fu estesa alla popolazione francese.
Alla fine del 1970 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ( Oms) decretava che il vaiolo era stato debellato in tutto il mondo. Ora il pericolo del ripresentarsi del vaiolo è legato ad azioni di bioterrorismo. A differenza dell’antrace, il vaiolo è una malattia più pericolosa perché di origine virale. Non esistono farmaci per combatterla e l’unica difesa è posta nella vaccinazione preventiva. Ma sono ormai più di 20 anni che la vaccinazione contro il vaiolo è stata sospesa e nessun Paese è ora in grado di vaccinare tutta la popolazione in tempi brevi. ( Xagena )
Carlo Franzini
|
|
|