Osteonecrosi della mandibola da bifosfonati: una crescente epidemia


7 Luglio 2006

Nel corso degli ultimi anni sono emersi gravi effetti indesiderati nell’uso dei bifosfonati, farmaci che trovano impiego nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi.

L’osteonecrosi della mandibola è una grave ed invalidante conseguenza del trattamento con bifosfonati.
L’osteonecrosi si presenta con dolore mandibolare, dolore dentale, esposizione ossea, ricorrenti infezioni del tessuto molle.

A lanciare l’allarme nel 2003 è stato Robert Max della Miami University negli Stati Uniti che, sul Journal of Oral Maxillofacial Surgey, riferendosi all’osteonecrosi della mandibola, la definì una crescente epidemia. Max aveva aveva riportato il caso di 36 pazienti con esposizione ossea dolorosa non responder ai trattamenti medici o chirurgici.
Tutti e 6 i pazienti avevano in comune l’essere malati di tumore e di essere stati trattati con bifosfonati.

I pazienti più a rischio di osteonecrosi della mandibola sono quelli che ricevono i bifosfonati per via endovenosa, ma stanno emergendo casi di osteonecrosi della mandibola anche tra i pazienti che assumono bifosfonati per os.

Nel 2005, sempre Robert Max ha dichiarato che nei soli Stati Uniti 40-50 casi di osteonecrosi della mandibola sarebbero associati all’Alendronato ( Fosamax ).

Secondo Salvatore Ruggiero del Long Island Jewish Medical Center di New York, il tempo di esposizione ai bifosfonati è un elemento chiave per lo sviluppo dell’osteonecrosi della mandibola.

Negli USA sono state intentate cause contro Merck, che ha promosso in modo aggressivo Fosamax, e non avrebbe informato i medici sui potenziali rischi di osteonecrosi della mandibola associati all’uso dei bifosfonati.

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