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Lo stress emotivo può causare grave disfunzione ventricolare sinistra Ricercatori della Johns Hopkins University–School of Medicine a Baltimora, hanno valutato 19 pazienti che hanno presentato disfunzione ventricolare sinistra dopo un improvviso stress emotivo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad angiografia coronarica e ad ecocardiografia seriale; 5 pazienti sono stati sottoposti a biopsia endomiocardica. I livelli di catecolamine di 13 pazienti con disfunzione miocardica associata allo stress sono stati confrontati con i livelli di 7 pazienti con infarto miocardico in classe Killip III. L’età media dei pazienti con cardiomiopatia indotta dallo stress era di 63 anni; nel 95% erano donne. I sintomi d’esordio sono stati: dolore toracico, edema polmonare e shock cardiogeno. La maggior parte dei pazienti presentava diffusa inversione dell’onda T e prolungamento dell’intervallo QT. Un totale di 17 pazienti aveva livelli plasmatici di troponina I lievemente elevati, ma solo un paziente su 19 aveva evidenza angiografica di malattia coronarica clinicamente rilevante. Al momento del ricovero era presente una grave disfunzione ventricolare sinistra ( frazione d’eiezione FE: 0,20 ), che si è risolta in tutti i pazienti nell’arco di 2-4 settimane ( FE: 0,60 ). La biopsia endomiocardica ha mostrato infiltrati mononucleari e necrosi con bande di contrazione. Al momento del ricovero i livelli plasmatici delle catecolamine sono risultati marcatamente più alti tra i pazienti con cardiomiopatia indotta da stress che tra i pazienti con IMA e classe Killip III ( livelli medi di epinefrina: 1264 pg/ml versus 376 pg/ml; livelli medi di noradrenalina: 2284 pg/ml versus 1100 pg/ml; livelli medi di dopamina: 111 pg/ml versus 61 pg/ml ) ( p < 0,005 ). Questo studio ha dimostrato che lo stress emotivo può dar origine a grave disfunzione ventricolare sinistra, reversibile, nei pazienti senza malattia coronarica. La causa di questa sindrome ci sarebbe l’esagerata stimolazione simpatica. ( Xagena_2005 ) Wittstein IS et al, N Engl J Med 2005; 352: 539-548 Cardiologia.net MedicinaNews.it « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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