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La sindrome di Brugada: ICD nella prevenzione dell’arresto cardiaco Nel 1992, Brugada e Colleghi descrissero una nuova entità clinica, caratterizzata da sopraslivellamento ST nelle derivazioni precordiali destre ( V1 a V3 ), blocco completo o incompleto della branca destra e predisposizione alla tachiaritmia ventricolare e morte cardiaca improvvisa. Questa malattia è nota come sindrome di Brugada. La sindrome di Brugada si presenta comunemente a riposo o durante il sonno in soggetti alla terza o quarta decade di vita. In alcuni casi, la tachicardia non termina spontaneamente e può degenerare in fibrillazione ventricolare e può portare a morte improvvisa. In circa il 20% dei casi, la sindrome di Brugada è causata da mutazioni del gene SCN5A sul cromosoma 3p21-23, codificante il canale del sodio a livello cardiaco, una proteina coinvolta nel controllo dell’eccitabilità miocardica. Il defibrillatore cardioverter impiantabile è l’unica opzione terapeutica di comprovata efficacia per la profilassi primaria e secondaria dell’arresto cardiaco. La Chinidina può rappresentare una terapia aggiuntiva per i pazienti a maggior rischio. Inoltre, il farmaco può ridurre il numero di shock da parte dell’ICD nei pazienti con recidive multiple. ( Xagena_2006 ) Napoletano C, Priori SG, Orphanet J Rare Dis 2006; Epub ahead of print Link: Cardiologia.net Link: MedicinaNews.it Cardio2006 Reuma2006 Farma2006 XagenaFarmaci_2006 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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