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Malattia da reflusso: riconoscimento delle manifestazioni extraesofagee

Uno dei problemi per i clinici risiede nel determinare se una manifestazione extra-addominale sia dovuta a malattia da reflusso gastroesofageo ( GERD ) oppure no, in quanto molti dei sintomi principali si sovrappongono a quelli di altre patologie.

I sintomi riportati includono laringite, sinusite, otite, raucedine, e mal di gola. Inoltre sintomi polmonari come asma, tosse cronica, polmonite, bronchite e fibrosi interstiziale sono state associate alla malattia da reflusso gastroesofageo, così come il dolore toracico non di origine cardiaca, l’erosione dentale e l’alitosi. I pazienti spesso manifestano pirosi leggera o assente.

Nei pazienti con asma difficile da trattare si dovrebbe sospettare la malattia da reflusso gastroesofageo, qualora l’asma sia insorta in età adulta, se le esacerbazioni sono precedute da pirosi o regurgito, se i sintomi si manifestano di notte o peggiorano dopo i pasti o l’esercizio fisico, o se si assume una posizione sdraiata, o infine, se non rispondono alla terapia di routine per l’asma.

Un altro sintomo spesso associato alla malattia da reflusso gastroesofageo è la tosse cronica, ma la causa primaria di questo disturbo, se non è dovuta a fumo o ad assunzione di ACE-inibitori, è lo scolo rinofaringeo ( 41% dei casi ).
L’asma è la seconda causa più probabile ( 24% dei casi ), con la malattia da reflusso gastroesofageo al terzo posto ( 21% dei casi ).
Nella maggior parte dei casi ( 73% ) sono state identificate più cause per la tosse, anche in questo caso la malattia da reflusso gastroesofageo potrebbe essere una causa, ma non l’unica responsabile.

Per quanto riguarada la diagnosi, la storia medica e il giudizio del clinico sono fattori importanti. In quest’ottica l’endoscopia ed il monitoraggio ambulatoriale del pH non sono molto utili poiché non tutti i pazienti presentano parametri alterati.

Solo nel 33-40% dei pazienti con asmasi hanno alterazioni endoscopiche, ed in un numero ancora più esiguo di pazienti ( 20% ) con sintomi a livello di orecchie, naso e gola, può presentare erosioni esofagee.

L’endoscopia non costituisce una procedura primaria per un paziente con un sintomo sospetto dovuto a malattia da reflusso gastroesofageo, che non sia pirosi o regurgito, ma nonostante questo quasi tutti i pazienti con sintomi extra-esofagei vengono sottoposti ad endoscopia.

Un monitoraggio prolungato del pH associato ad un regime terapeutico potrebbe essere valido in alcuni casi, poiché può fornire dati sulla quantità e la tempistica del reflusso acido se presente, riguardo all’esistenza di una correlazione tra il reflusso ed i sintomi extra-esofagei, e se il trattamento del reflusso allevia i sintomi.
Solo il 50% dei pazienti con sintomi a livello di orecchie, naso e gola, ed il 60-70% di quelli con asma presentano valori di pH alterati durante il monitoraggio. ( Xagena_2007 )

Fonte: American College of Gastroenterology ( ACG ) – Congress, 2007

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