Studio MATRIX - Pazienti con sindrome coronarica acuta: accesso radiale per la rivascolarizzazione percutanea e Bivalirudina


L'obiettivo dello studio randomizzato multicentrico MATRIX ( Minimizing Adverse hemorrhagic events by TRansradial access site and systemic Implementation of angioX ) era duplice: confrontare da una parte l’approccio radiale versus femorale, e dall’altra la terapia antitrombotica con Bivalirudina versus Eparina non-frazionata, nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti ad angiografia e procedura di rivascolarizzazione percutanea ( PCI ).

Gli endpoint co-primari erano costituiti dagli eventi cardiovascolari avversi maggiori ( MACE ) ( un composito di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico o ictus ) e dagli eventi clinici avversi ( MACE o sanguinamenti maggiori non-correlati all’intervento di bypass aortocoronarico [ CABG ] secondo la classificazione BARC ) valutati a 30 giorni.

Tra gli oltre 8400 pazienti arruolati presso 78 Centri di 4 Paesi europei, l’8.8% ( 369/4197 ) del gruppo radiale versus il 10.3% ( 429/4207 ) del gruppo femorale ha sviluppato MACE ( rate ratio [ RR ] 0.85, IC 95% 0.74-0.99; p=0.0307 ) e il 9.8% ( 410/4197 ) del gruppo radiale versus l’11.7% ( 486/4207 ) del gruppo femorale è andato incontro a eventi clinici avversi ( RR 0.83, IC 95% 0.73-0.96; p=0.0092 ).

La differenza emersa tra i gruppi è stata determinata da una riduzione degli episodi di sanguinamento maggiore ( 1.6 vs 2.3%, RR 0.67, IC 95% 0.49-0.92; p=0.013 ) e della mortalità per tutte le cause ( 1.6 vs 2.2%, RR 0.72, IC 95% 0.53-0.99; p=0.045 ) osservata nel gruppo sottoposto a procedura PCI con approccio radiale.

L’analisi basata sulla terapia antitrombotica, effettuata su oltre 7200 pazienti sottoposti a procedura PCI, non ha evidenziato differenze significative in termini di riduzione di eventi MACE o eventi clinici avversi a 30 giorni tra i pazienti che avevano ricevuto Bivalirudina rispetto a quelli a cui era stata somministrata terapia anticoagulante standard.
Tuttavia, nel gruppo Bivalirudina sono stati registrati tassi inferiori di mortalità per qualsiasi causa ( 1.7 vs 2.3%, RR 0.71, IC 95% 0.51-0.99 ), mortalità cardiovascolare ( 1.6 vs 2.3%, RR 0.7, IC 95% 0.5-0.98 ) e mortalità cardiaca ( 1.5 vs 2.2%, RR 0.68, IC 95% 0.48-0.97 ). Indipendentemente dal sito di accesso ( radiale versus femorale ), questi risultati erano imputabili a una riduzione dei sanguinamenti maggiori associata al trattamento con Bivalirudina ( BARC 3: 1.3 vs 2.1%, RR 0.61, IC 95% 0.42-0.88; BARC 5: 0.1 vs 0.4%, RR 0.31, IC 95% 0.11-0.85; TIMI: 1 vs 1.9%, RR 0.5, IC 95% 0.33-0.75; GUSTO: 0.9 vs 1.5%, RR 0.61, IC 95% 0.39-0.95 ).( Xagena_2015 )

Fonte: The Lancet, 2015

Xagena_Medicina_2015