Evolocumab: ridurre al massimo i livelli di colesterolo LDL, oltre quanto già raggiungibile con la migliore terapia attualmente disponibile, conduce a una ulteriore riduzione di eventi cardiovascolari maggiori


Evolocumab ( Repatha ) è un anticorpo monoclonale umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 ( PCSK9 ).

Il PCSK9 è una proteina deputata alla degradazione dei recettori LDL che, quindi, riduce la capacità del fegato di eliminare il colesterolo LDL ( C-LDL ) dal sangue.
Evolocumab si lega alla proteina PCSK9 impedendole di legarsi a sua volta ai recettori delle LDL sulla membrana epatica.
In assenza del PCSK9, sulla membrana epatica sono presenti più recettori delle LDL in grado di eliminare il colesterolo LDL dal circolo ematico.

Repatha è frutto del lavoro dei ricercatori Amgen che hanno per primi spiegato l’interazione tra PCSK9 e il recettore delle LDL, compreso il sito in cui il recettore delle LDL si lega al PCSK9, e hanno sviluppato anticorpi che si legano al PCSK9 in corrispondenza di quel sito bloccando così l’interazione del PCSK9 con il recettore delle LDL.

Un’ampia serie di studi clinici ha dimostrato l’efficacia di Repatha nel ridurre il colesterolo LDL, nel determinare la regressione dell’aterosclerosi coronarica e anche nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori.

Lo studio FOURIER ( Further Cardiovascular OUtcomes Research with PCSK9 Inhibition in Subjects with Elevated Risk ) sugli outcome di Evolocumab ha stabilito per la prima volta che ridurre al massimo i livelli di colesterolo LDL, oltre quanto già raggiungibile con la migliore terapia attualmente disponibile, conduce a un’ulteriore riduzione di eventi cardiovascolari maggiori, compresi infarto miocardico, ictus e rivascolarizzazione coronarica.

FOURIER è uno studio clinico multinazionale di fase III randomizzato, in doppio cieco, verso placebo, disegnato per valutare se Evolocumab, rispetto a placebo ( entrambi in aggiunta a una terapia statinica ottimizzata ), fosse in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari.

L’endpoint primario era il tempo alla morte cardiovascolare, infarto del miocardio, ictus, ospedalizzazione per angina instabile o rivascolarizzazione coronarica.
L’endpoint secondario principale era il tempo alla morte cardiovascolare, infarto del miocardio o ictus.

Erano eleggibili i pazienti con elevati livelli di colesterolo ( colesterolo LDL maggiore o uguale a 70 mg/dL o colesterolo non-HDL maggiore o uguale a 100 mg/dL ) e malattia cardiovascolare aterosclerotica clinicamente evidente in più di 1.200 Centri in tutto il mondo.
Questi pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere Evolocumab sottocute al dosaggio di 140 mg ogni due settimane o di 420 mg una volta al mese, in aggiunta a una dose ottimizzata di statina; o una iniezione sottocute di placebo ogni due settimane o una volta al mese associato a una dose ottimizzata di statina.

La terapia statinica ottimizzata è stata definita come una dose giornaliera di Atorvastatina 20 mg o equivalente o se raccomandata Atorvastatina 40 mg o equivalente.
Lo studio è stato portato avanti fino a quando almeno 1.630 pazienti non avessero sperimentato l’endpoint secondario principale. ( Xagena_2017 )

Fonte: Amgen, 2017

Xagena_Medicina_2017