Studio CARTITUDE-4: linea di trattamento precoce con Ciltacabtagene autoleucel, una terapia CAR-T diretta contro BCMA, nel mieloma multiplo recidivato o refrattario


Sono stati presentati i risultati dello studio di fase 3 CARTITUDE-4 che hanno mostrano che la terapia a base di Car-T Ciltacabtagene autoleucel ( Cilta-cel; Carvykti ) riduce del 74% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto a due regimi di trattamento standard, Pomalidomide, Bortezomib e Desametasone ( PVd ) o Daratumumab, Pomalidomide e Desametasone ( DPd ), in adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario alla Lenalidomide che hanno ricevuto in precedenza da una a tre linee di trattamento, tra cui un inibitore del proteasoma e un agente immunomodulante ( IMiD ).

CARTITUDE-4 è il primo studio randomizzato il cui obiettivo principale era il confronto di efficacia di una terapia cellulare per il trattamento del mieloma multiplo a partire dalla prima recidiva, rispetto ai regimi di chemioterapia standard ( SOC ).

CARTITUDE-4 ha incluso pazienti ( n=419 ) che avevano ricevuto precedentemente da 1 a 3 linee di terapia, tra cui un inibitore del proteasoma e un agente immunomodulante, e refrattari alla Lenalidomide.
I pazienti sono stati randomizzati in due bracci, Cilta-cel e standard di cura [ cilta-cel, n=208; SOC, n=211 ]: coloro i quali sono stati assegnati al braccio Cilta-cel sono stati sottoposti ad aferesi leucocitaria ai fini della produzione della terapia CAR-T.
Nel braccio Cilta-cel, il 50% dei pazienti risultava refrattario al trattamento con un inibitore del proteasoma e il 23% alle terapie anti-CD38; nel braccio standard di cura, il 46% e il 21%, rispettivamente, erano refrattari a un inibitore del proteasoma e a terapie anti-CD38.
Il 33% dei pazienti nel gruppo Cilta-cel aveva ricevuto una linea di trattamento precedente, rispetto al 32% del gruppo standard di cura.

A un follow-up mediano di 16 mesi, è stata osservata una riduzione del 74% ( hazard ratio [ HR ]=0.26; IC 95%, 0.18–0.38; p-value p minore di 0.0001 ) del rischio di progressione della malattia o morte nel braccio Cilta-cel rispetto allo standard di cura.

All’interno del braccio Cilta-cel, la sopravvivenza libera da progressione mediana non è stata raggiunta, mentre nel braccio standard di cura è stata di 11,8 mesi.
La sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi nei bracci Cilta-cel e standard di cura è stata rispettivamente del 76% ( IC 95%, 69 - 81 ) e del 49%.

Al cut-off dei dati, i pazienti del braccio Cilta-cel hanno raggiunto un tasso di risposta complessiva ( ORR ) dell’85% e il 73% ha avuto una risposta completa ( CR ) o migliore.
Nel gruppo standard di cura, il tasso di risposta complessiva è stato del 67% e una risposta completa o migliore è stata raggiunta dal 22% dei pazienti.

In 144 pazienti del braccio Cilta-cel e 101 pazienti in quello standard di cura valutabili per lo stato di malattia minima residua ( MRD ), l’88% del primo e il 33% del secondo hanno raggiunto la negatività della malattia minima residua ( MRD ) al valore soglia di 10-5.

Il 97% e il 94% dei pazienti ha riportato, rispettivamente, eventi avversi di grado 3 e 4, incluse infezioni ( 27%, 25% ) e citopenia ( 94%, 86% ).
Nel braccio Cilta-cel, il 76% ha riportato una sindrome da rilascio delle citochine ( CRS ) ( 1% di grado 3, nessuno di grado 4 o 5 ), il 5% ha riportato neurotossicità CAR-T mediata, e 1 paziente ha presentato un evento avverso di tipo motorio e neurocogitivo derivato dal trattamento ( TEAE ) di grado 1.

Nel complesso, 39 pazienti nel braccio Cilta-cel e 46 in quello standard di cura sono morti; di queste morti, 10 e 5 nei due gruppi di trattamento, rispettivamente, sono state causate da eventi avversi derivati dal trattamento.

In conclusione, i risultati dello studio CARTITUDE-4 hanno dimostrato l’efficacia di Cilta-cel in linee di trattamento più precoci. ( Xagena_2023 )

Fonte: American Society of Clinical Oncology ( ASCO ) Annual Meeting 2023

Xagena_Medicina_2023