Trattamento della colangite biliare primitiva: Ocaliva in combinazione con Acido Ursodesossicolico negli adulti con risposta inadeguata ad UDCA o come monoterapia negli adulti che non tollerano UDCA


Precedentemente denominata come cirrosi biliare primitiva, la colangite biliare primitiva è una rara malattia epatica ad andamento cronico che interessa circa 13.000 persone in Italia.
Se non trattata, può progredire in fibrosi, cirrosi, insufficienza epatica e decesso, a meno che il paziente non riceva un trapianto di fegato.
Nonostante la colangite biliare primitiva sia rara, è la più comune malattia epatica colestatica e colpisce prevalentemente le donne; l’esordio della patologia è generalmente tra i 35 e i 60 anni di età.

L'Agenzia regolatoria dell'Unione Europea, EMA ( European Medicines Agency ) ha approvato nel 2016 Ocaliva, il cui principio attivo è l'Acido Obeticolico, per il trattamento della colangite biliare primitiva in combinazione con Acido Ursodesossicolico ( UDCA ) negli adulti con una risposta inadeguata a UDCA o come monoterapia negli adulti che non tollerano questo farmaco.

L' Acido Ursodesossicolico è l'attuale standard di cura; tuttavia una percentuale, fino al 40% dei pazienti, potrebbe non produrre una risposta adeguata, con il rischio di progressione della malattia.

L'efficacia e la sicurezza della terapia a base di Acido Obeticolico è stata dimostrata in diversi studi controllati di fase II e di fase III.
I risultati dlelo studio POISE, la più importante evidenza clinica a supporto dell’efficacia dell'Acido Obeticolico, sono stati pubblicati su The New England Journal of Medicine.

L'Acido Obeticolico è un agonista del recettore farnesoide X ( FXR ), potente e altamente selettivo, un recettore nucleare espresso nel fegato e nell'intestino.
FXR è un regolatore chiave delle vie infiammatorie, fibrotiche, metaboliche e degli acidi biliari.

Nei pazienti che assumono Acido Obeticolico sono stati osservati incrementi della alanina aminotransferasi ( ALT ) e dell'aspartato aminotransferasi ( AST ).
Sono stati osservati anche segni clinici e sintomi di scompenso epatico.
Questi eventi si sono verificati sin dal primo mese di trattamento.
Gli eventi avversi correlati al fegato sono stati osservati principalmente a dosi superiori alla dose massima raccomandata di 10 mg una volta al giorno.
I pazienti devono essere monitorati durante il trattamento con Ocaliva per eventuali innalzamenti nei test biochimici epatici e per lo sviluppo di eventi avversi correlati al fegato.
Aggiustamenti del dosaggio sono necessari per i pazienti con insufficienza epatica moderata ( Classe B di Child-Pugh ) o grave ( Classe C di Child-Pugh ).

Il prurito grave è stato riportato nel 23% dei pazienti randomizzati nel braccio Ocaliva 10 mg, nel 19% dei pazienti nel braccio Ocaliva in titolazione e nel 7% dei pazienti nel braccio placebo. Il tempo medio all'insorgenza del prurito grave è stato rispettivamente di 11, 158 e 75 giorni per i pazienti nei bracci Ocaliva 10 mg, Ocaliva in titolazione e placebo.
Le strategie di gestione includono l'aggiunta di resine leganti gli acidi biliari o antistaminici, la riduzione della dose, la riduzione della frequenza delle assunzioni e/o l'interruzione temporanea del trattamento.

Le reazioni avverse più comuni, osservate con l'Acido Obeticolico, sono state: prurito ( 63% ) e affaticamento ( 22% ). Altre reazioni avverse comuni emerse dagli studi clinici con una incidenza superiore al 5%, sono state: dolore addominale e malessere, eruzione cutanea, dolore orofaringeo, vertigini, costipazione, artralgia, anomalie della funzionalità tiroidea ed eczema.

Le resine leganti gli acidi biliari, come la Colestiramina, il Colestipolo o il Colesevelam, adsorbono e riducono l'assorbimento degli acidi biliari e possono pertanto ridurre l'efficacia dell'Acido Obeticolico.
Quando sono somministrate resine leganti gli acidi biliari in concomitanza, l'Acido Obeticolico deve essere assunto almeno 4-6 ore prima o 4-6 ore dopo l'assunzione di una resina legante gli acidi biliari, o al più ampio intervallo possibile. ( Xagena_2017 )

Fonte: Intercept, 2017

Xagena_Medicina_2017