Immunoterapici in oncologia: Nivolumab, un inibitore del checkpoint immunitario PD-1


Nivolumab ( Opdivo ) è un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, che è stato progettato per potenziare il sistema immunitario al fine di ristabilire la risposta immunitaria anti-tumorale.

A luglio 2014, Nivolumab è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 al mondo ad aver ottenuto l’approvazione dalle Autorità Regolatorie.
A ottobre 2015, la combinazione di Nivolumab e Ipilimumab è stato il primo regime in campo immuno-oncologico a ricevere l’approvazione dalle Autorità Regolatorie per il trattamento del melanoma metastatico.

Nivolumab, il principio attivo di Opdivo, è un medicinale antitumorale usato per il trattamento delle seguenti patologie: melanoma, un tipo di cancro della cute; cancro del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ); carcinoma a cellule renali avanzato, un cancro del rene; linfoma di Hodgkin classico, un cancro dei linfociti; cancro a cellule squamose del testa-collo ( SCCHN ); cancro uroteliale, un cancro della vescica e del tratto urinario; mesotelioma della pleura maligno ( un cancro della mucosa dei polmoni ); un tipo di cancro del colon o del retto caratterizzato da elevata instabilità dei microsatelliti ( MSI-H ) o con deficit di riparazione del mismatch [ appaiamento delle basi del DNA ] ( dMMR ); cancro esofageo a cellule squamose ( un cancro dell’esofago; cancro esofageo e cancro della giunzione gastro-esofagea ( cancro alla giunzione tra stomaco ed esofago ) dopo chemioterapia, radioterapia e intervento chirurgico; adenocarcinoma gastrico, della giunzione gastro-esofagea o esofageo.

Nivolumab trova indicazione negli adulti; per il melanoma è anche usato negli adolescenti a partire dai 12 anni di età.
Nivolumab è impiegato principalmente quando il cancro è in stadio avanzato, non è asportabile chirurgicamente o si è diffuso ad altre parti del corpo ( metastatico ), o quando non risponde ad altri trattamenti.

Per il tumore al polmone non-a-piccole cellule che può essere asportato chirurgicamente, ma che è a elevato rischio di recidiva, Nivolumab può essere somministrato anche prima di un intervento chirurgico ( trattamento neoadiuvante ).

In presenza di melanoma, cancro esofageo, cancro della giunzione gastro-esofagea e cancro uroteliale, Opdivo è anche utilizzato per contribuire a prevenire la ricomparsa del cancro dopo che i pazienti sono stati sottoposti a intervento chirurgico ( trattamento adiuvante ).

Nivolumab agisce sulle cellule tumorali che producono una proteina denominata PD-L1. Per alcuni tipi di cancro, Nivolumab può essere utilizzato solo se gli esami confermano che le cellule tumorali producono una quantità sufficiente di PD-L1.

Nivolumab può essere utilizzato in monoterapia e, per determinati tipi di cancro, anche in associazione ad altri medicinali antitumorali, quali Cabozantinib, Ipilimumab o chemioterapia a base di Platino.

Nivolumab è somministrato tramite infusione in una vena. La dose e la frequenza di somministrazione dipendono dalla patologia trattata e se Nivolumab è utilizzato in monoterapia o in associazione ad altri medicinali antitumorali.
In caso di comparsa di determinati effetti indesiderati il medico può rinviare la somministrazione delle dosi o, se tali effetti sono gravi, interrompere del tutto il trattamento.

Nivolumab è un anticorpo monoclonale, un tipo di proteina concepito per legarsi a un recettore denominato PD-1, presente sulle cellule del sistema immunitario denominate cellule T.
Le cellule tumorali possono esprimere sulla loro superficie proteine ( PD-L1 e PD-L2 ) che si legano a tale recettore e bloccano l’attività delle cellule T, impedendo loro di attaccare il tumore. Legandosi al recettore, Nivolumab impedisce a PD-L1 e PD-L2 di bloccare le cellule T, aumentando quindi la capacità del sistema immunitario di distruggere le cellule tumorali.

Gli effetti indesiderati più comuni di Nivolumab somministrato in monoterapia ( che possono riguardare più di 1 persona su 10 ) sono stanchezza, dolore ai muscoli e alle ossa, diarrea, tosse, eruzione cutanea, nausea, prurito, appetito ridotto, stipsi, difficoltà respiratoria, dolore all’addome, infezione di naso e gola, dolore alle articolazioni, febbre, vomito, cefalea e tumefazione.
Il profilo di sicurezza negli adolescenti è simile a quello osservato negli adulti.
Nivolumab è inoltre solitamente associato a effetti indesiderati dovuti all’attività esercitata sugli organi dal sistema immunitario. La maggior parte di tali effetti cessa con una terapia adeguata o con la sospensione del trattamento con Nivolumab.

Ulteriori effetti indesiderati possono verificarsi quando Nivolumab è impiegato in combinazione con altri farmaci antitumorali. ( Xagena_2023 )

Fonte: EMA, 2023

Xagena_Medicina_2023