Farmaci a base di Omega-3 e rischio di fibrillazione atriale


Il PRAC ( Pharmacovigilance Risk Assessment Committee ) dell'Agenzia regolatoria europea, EMA ( European Medicines Agency ) ha segnalato il possibile rischio di fibrillazione atriale come effetto collaterale comune dei medicinali contenenti esteri etilici dell'Acido Omega-3.

Gli Omega-3 sono indicati per il trattamento dell'ipertrigliceridemia, quando una modifica della dieta e dello stile di vita da sola non è sufficiente a ridurre i livelli di trigliceridi.
L’ipertrigliceridemia è un fattore di rischio per la malattia coronarica.
I pazienti che assumono gli Omega-3 presentano comorbidità come malattie cardiovascolari e diabete mellito.

Il PRAC ha considerato revisioni sistematiche e meta-analisi di studi clinici randomizzati controllati che hanno evidenziato un aumento del rischio dose-dipendente di fibrillazione atriale nei pazienti con malattie cardiovascolari accertate o fattori di rischio cardiovascolare trattati con Omega -3 rispetto al placebo.
Il rischio osservato è massimo con una dose di 4 g/die.
Nel caso in cui dovesse svilupparsi fibrillazione atriale, il trattamento deve essere interrotto in modo definitivo.

Inoltre, gli Omega-3 possono aumentare il rischio di emorragie; per questo prima di assumerli è necesario escludere che eventuali patologie o problemi di salute di cui si soffre o i farmaci che si assumono, li rendano controindicati. ( Xagena_2023 )

Fonte: EMA, 2023

Xagena_Medicina_2023