Nelle persone in sovrappeso o obese la perdita di peso produce miglioramenti della pressione sanguigna, delle misure glicemiche e dei trigliceridi


Quasi un terzo della popolazione adulta statunitense è obesa, cioè ha un indice di massa corporea ( BMI ) uguale o superiore a 30, ed 1 su 20 è estremamente obeso con un BMI uguale o maggiore a 40.
Inoltre, il 17%, circa, dei bambini e degli adolescenti è in sovrappeso.

L’obesità è associata ad un aumentato rischio di diabete mellito di tipo 2, malattia coronarica, ipertensione, apnea ostruttiva durante il sonno, tumore, e ad una più alta mortalità e a ridotta longevità.

L’obesità estrema può ridurre l’aspettativa di vita nei giovani adulti di 5-20 anni.
La riduzione di peso, pertanto, fornisce benefico per la salute.

Una perdita di peso del 5-10% riduce molti rischi per la salute, compreso il rischio cardiovascolare. Tuttavia, i benefici saranno maggiori in caso di mantenimento per lungo periodo del peso ottimale.

Nelle persone in sovrappeso o obese, la perdita di peso raggiunta in 1 o 2 anni porta a miglioramenti della pressione sanguigna, delle misure glicemiche e dei trigliceridi.
Miglioramenti nei valori del colesterolo totale, del colesterolo HDL e del colesterolo LDL sono stati riportati in studi che hanno impiegato interventi dietetici associati ad esercizio fisico.
Quando la perdita di peso è stata raggiunta principalmente mediante interventi farmacologici, questi benefici non sono risultati così significativi.

La riduzione dell’assunzione calorica e l’aumento dell’attività fisica sono considerati elementi fondamentali per la riduzione del peso corporeo, tuttavia, questi interventi sullo stile di vita non sembrano fornire successo di lunga durata nei soggetti obesi che desiderano perdere peso corporeo. Quasi la metà del peso perduto con interventi sullo stile di vita è riguadagnato dopo 1 anno.
Dopo 3-5 anni, solo 1 su 5 soggetti riesce a mantenere la perdita di peso e più della metà degli individui obesi ritorna al peso di base.

La farmacoterapia associata ad interventi sullo stile di vita può aumentare l’entità della perdita di peso nell’arco di 6 mesi-1 anno.

Secondo le raccomandazioni dei National Institutes of Health ( NIH ), la farmacoterapia trova indicazione nei pazienti con BMI uguale o superiore a 30 ed anche nei soggetti con BMI uguale o maggiore di 27 in presenza di malattie associate all’obesità e a fattori di rischio.

Attualmente, solo 2 farmaci sono stati approvati per il trattamento dell’obesità nel lungo periodo: Orlistat ( Xenical ) e Sibutramina ( Meridia, Reductil ). ( Xagena_2006 )

Gadde KM, Allison DB, Circulation 2006; 114: 974-984




Link: MedicinaNews.it

Endo2006