La stimolazione cerebrale profonda migliora i sintomi nei pazienti con sindrome di Tourette


La stimolazione cerebrale profonda ( deep brain stimulation; DBS ) è in grado di migliorare i sintomi della sindrome di Tourette, una grave patologia neurologica che porta a diversi movimenti involontari del viso e del corpo, a tic verbali, a disturbi dell’attenzione e ad iperattività.

La conferma arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Neuroscience and Biobehavioral Reviews da un gruppo di ricercatori della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, insieme ai colleghi dell’Università degli Studi di Milano e all’Istituto Galeazzi di Milano.

Facendo uso della stimolazione cerebrale profonda i ricercatori hanno potuto registare direttamente l’attività del cervello dei pazienti affetti da sindrome di Tourette, compiendo importanti passi avanti nell’analisi delle basi neurobiologiche di questo disturbo, e consentendo ai pazienti un significativo miglioramento della loro condizione.
Un risultato non facile, dato che i sintomi della malattia sono così diversi da rendere molto difficile la comprensione dei meccanismi che la scatenano.

La stimolazione cerebrale profonda è adatta ai pazienti refrattari ai trattamenti medici; consiste nell’inserire nel cervello dei sottili elettrodi in modo del tutto indolore.
Questi elettrodi trasmettono una debole corrente nelle aree del cervello interrotte, e sono in grado di ripristinarne il corretto funzionamento.

L’attività elettrica neuronale ha specifiche caratteristiche; in particolare l’attività patologica registrata nel cervello dei pazienti con sidrome di Tourette ha mostrato onde abnormi alle basse frequenze, e assenza di onde alle frequenze più alte.

La qualità di vita dei pazienti è migliorata con la stimolazione cerebrale profonda.

La sindrome di Tourette è caratterizzata da sintomi variabili anche nello stesso individuo: disturbi ossessivo-compulsivi, deficit di attenzione, ansia, depressione, aggressività, che spesso accompagnano i più conclamati quadri di iperattività motoria con tic motori e sonori.
Per questo la scelta della struttura cerebrale da stimolare varia da paziente a paziente.

Grazie alla stimolazione cerebrale profonda è stato possibile studiare l’attività neuronale in diversi punti cerebrali, individuare quelli danneggiati e studiare i parametri della stimolazione ottimale per ripararli. ( Xagena_2013

Fonte: Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, 2013

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