Rischio di eventi cardiovascolari arteriosi dopo embolia polmonare


Ricercatori del Leiden University Medical Center in Olanda, hanno compiuto una ricerca per verificare l'associazione tra la trombosi venosa e gli eventi cardiovascolari arteriosi.
E’ stata confronta la presenza di eventi cardiovascolari nei pazienti con diagnosi di embolia polmonare acuta, in contrapposizione a pazienti con caratteristiche di rischio di base sovrapponibili ( pazienti in cui l’embolia polmonare acuta è stata clinicamente sospettata, ma esclusa ).

Sono stati coinvolti 259 pazienti con embolia polmonare acuta provocata, 95 pazienti con embolia polmonare non-provocata, e 334 pazienti di controllo senza embolia polmonare.
I pazienti con diagnosi di embolia polmonare sono stati trattati con antagonisti della vitamina K per 6 mesi.

Il follow-up medio è stato di 4.2 anni.

Sono stati registrati 63 eventi cardiovascolari arteriosi ( incidenza 5.1 su 100 pazienti all’anno ).

L’hazard ratio adattato non è risultato differente tra i pazienti con embolia polmonare da qualunque causa e i pazienti di controllo ( HR=1.39 ), ma è aumentato per i pazienti con embolia polmonare non-provocata versus pazienti con embolia polmonare provocata e i pazienti di controllo senza embolia ( rispettivamente, HR=2.18, e HR=2.62 ).

Lo studio ha evidenziato l’esistenza di un’associazione tra trombosi venosa non-provocata e eventi cardiovascolari arteriosi; tuttavia, le differenze di rischio tra i pazienti con embolia polmonare provocata e i pazienti in cui l’embolia polmonare è stata clinicamente sospettata ma esclusa non hanno potuto essere dimostrate. ( Xagena_2009 )

Klok F et al, Blood 2009; 114: 1484-1488



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