Epatite-B cronica: diagnosi e terapia


La diagnosi di epatite-B cronica è basata su una combinazione di marcatori sierologici, virologici, biochimici e istologici.

La storia naturale dell’infezione da virus dell’epatite B ( HBV ) può essere distinta in quattro fasi: tolleranza immunologica, clearance immunologica ( HBeAg-positiva ), portatore inattivo di HBsAg e riattivazione ( HBeAg-negativa ).

I pazienti che si trovano nelle fasi di clearance e riattivazione e con aumentati livelli di alanina aminotransferasi ( ALT ) e di HBV DNA, sono candidati alla terapia antivirale.
Il principale determinante degli outcome terapeutici per l’epatite B cronica è la soppressione dell’HBV DNA; la soppressione a lungo termine della replicazione virale è probabilmente in grado di ridurre la progressione alla cirrosi ed al carcinoma epatocellulare.

Le attuali opzioni terapeutiche antivirali per l’epatite B cronica includono Interferone alfa-2b, Peginterferone alfa-2a, Lamivudina, Adefovir, Entecavir, Telbivudina e Tenofovir.

Nei pazienti con epatite-B cronica HBeAg-positivi, la terapia antivirale è indicata quando i livelli di HBV DNA sono maggiori o uguali a 20.000 UI/ml, in presenza di elevati livelli di ALT.

Per i pazienti HBeAg-negativi, la soglia per l’inizio della terapia è inferiore ( HBV DNA maggiore o uguale a 2.000 UI/ml ), in presenza di elevati livelli di ALT.

La presenza di necroinfiammazione, almeno di grado moderato, e di fibrosi alla biopsia epatica può essere utile per supportare la decisione di iniziare la terapia, in particolare nei pazienti con livelli di ALT normali.

In corso di terapia i pazienti richiedono un monitoraggio ogni 3-6 mesi per verificare l’aderenza alla terapia, confermare che la risposta terapeutica sia ottimale e controllare l’eventuale sviluppo di resistenza se viene impiegato un agente per via orale.

Gli aspetti che rimangono controversi o che richiedono di essere ulteriormente studiati sono la necessità della biopsia epatica basale, le soglie di HBV DNA e ALT per l’inizio della terapia, la durata ottimale della terapia antivirale, la scelta di uno specifico agente antivirale, la risposta alla soppressione subottimale della replicazione virale e il ruolo della terapia combinata. ( Xagena_2009 )

Morgan M, Keeffe EB, Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2009; 55: 5-22



Link: MedicinaNews.it

Gastro2009 Inf2009