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Studio ExTRACT-TIMI 25: l’Enoxaparina riduce la mortalità ed il reinfarto nei pazienti con infarto miocardico trattati con terapia fibrinolitica Lo scopo dello studio ExTRACT-TIMI 25 ( Enoxaparin and Thrombolysis Reperfusion for Acute Myocardial Infarction Treatment ) è stato quello di valutare la strategia con Enoxaparina ( Lovenox/ Clexane ) rispetto all’Eparina non frazionata con dose basata sul peso corporeo, tra i pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento ST ( STEMI ). I pazienti sono stati assegnati in modo random a ricevere Enoxaparina ( n = 10.256 ) oppure Eparina non-frazionata con dose basata sul peso corporeo ( n = 10.223 ) per almeno 48 ore. Il dosaggio dell’Enoxaparina è stato di 30mg come bolo per via endovenosa, seguito da iniezione di 1mg/kg ogni 12 ore nei pazienti di età inferiore a 75 anni; nei pazienti di età superiore ai 75 anni, il bolo endovenoso non è stato somministrato e l’iniezione sottocutanea è stata di 0.75mg/kg ogni 12 ore. La dose di Eparina non frazionata consisteva invece in un bolo endovenoso di 60U/kg ( dosaggio massimo 4.000 unità ), seguito da un’infusione di 12U/kg/ora ( dosaggio massimo iniziale di 1000U/ora ). Tutti i pazienti hanno ricevuto Aspirina da 150 a 325mg per os oppure 500mg per via endovenosa. Altri farmaci somministrati comprendevano: beta bloccanti ( 86% ), Ace-inibitori/ sartani ( 80% ) e statine ( 70% ). La strategia fibrinolitica è stata impiegata nell’80% dei pazienti, ed il 20% ha ricevuto Streptochinasi. L’intervento coronarico percutaneo ( PCI ) è stato eseguito nel 23% dei pazienti, il 74.3 è stato gestito solo con terapia medica ed il 2.8% è stato sottoposto ad intervento di bypass coronarico. La durata mediana della terapia è stata di 2 giorni nel gruppo Eparina non-frazionata e di 7 giorni nel gruppo Enoxaparina. L’end point primario di morte o infarto miocardico a 30 giorni è stato raggiunto meno frequentemente nel gruppo Enoxaparina piuttosto che nel gruppo Eparina non-frazionata ( 9.9% versus 12%; rischio relativo, RR = 0.83; p < 0.001 ). L’end point secondario di morte, infarto miocardico o di ischemia miocardica con conseguente necessità di rivascolarizzazione urgente è risultato più basso nel gruppo Enoxaparina ( 11.7% verus 14.5%, RR = 0.81; p < 0.001 ). Il sanguinamento maggiore TIMI è risultato più alto nel gruppo Enoxaparina ( 2.1% versus 1.4%; p < 0.001 ), così come il sanguinamento minore sempre secondo i criteri TIMI ( 2.6% versus 1.8%; p < 0.002). Non è stata riscontrata alcuna differenza nell’emorragia intracranica ( 0.8% versus 0.7%; p = 0.14 ). I dati dello studio hanno indicato che tra i pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST, trattati con terapia fibrinolitica, la strategia con Enoxaparina è risultata associata ad una riduzione dell’end point primario di morte o di infarto miocardico a 30 giorni, rispetto alla strategia con Eparina non-frazionata per 48 ore. La riduzione della mortalità o dell’infarto miocardico con la strategia basata sull’Enoxaparina può essere dovuta a diversi fattori, tra cui un maggiore effetto antitrombotico, una più lunga durata del trattamento con Enoxaparina. o un effetto rebound con un aumento degli eventi dopo l’interruzione dell’Eparina non-frazionata. ( Xagena_2006 ) Fonte: American College of Cardiology – 55th Annual Scientific Meeting, 2006 CardiologiaOnline.net MedicinaNews.it Cardio2006 Farma2006 XagenaFarmaci_2006 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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