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Il rischio di suicidio e di autolesionismo negli adulti trattati con farmaci antidepressivi SSRI non può essere escluso Uno studio compiuto dall’University of Bristol e dall’University of London in Gran Bretagna ha esaminato se i farmaci antidepressivi SSRI ( inibitori selettivi del riassorbimento della serotonina ) fossero associati ad un aumento del rischio di suicidio tra i pazienti adulti. E’ stata compiuta una meta-analisi di 447 studi clinici, controllati, randomizzati che hanno coinvolto 40.000 soggetti. Gli studi clinici presi in considerazione erano quelli che le Società Farmaceutiche hanno consegnato all’MHRA ( Medicines and Healthcare products Regulatory Agency ) per la revisione sulla sicurezza dei farmaci antidepressivi. Nella popolazione esaminata ci sono stati 16 suicidi, 172 episodi di autolesionismo non fatale e 177 episodi di ideazione suicidaria. Gli Autori non hanno trovato nessuna evidenza di un aumentato rischio di suicidio con i farmaci SSRI ( odds ratio: 0,85 ). E’ stata trovata una debole evidenza di un aumentato rischio di autolesionismo ( 1,57 ). La frequenza di autolesionismo e di ideazione suicidaria, riportata negli studi clinici, rispetto al suicidio indica che gli end-point non fatali sono stati sottostimati. Gli Autori hanno concluso la meta-analisi, affermando che l’aumento del rischio di suicidio e di autolesionismo con i farmaci SSRI non possono essere esclusi. I medici che prescrivono gli antidepressivi SSRI dovrebbero avvertire i pazienti del possibile rischio di comportamento suicidarlo, e monitorare strettamente i pazienti nelle prime fasi del trattamento.( Xagena_2005 ) Gunnell D et al, BMJ 2005; 330: 385 Depressione.net MedicinaNews.it XagenaFarmaci_2005 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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