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Sindrome mielodisplastica: non ci sono evidenze di un miglioramento della sopravvivenza con l’uso dei fattori di crescita ematopoietici Nell’anemia aplastica grave, l’uso dei fattori di crescita ematopoietici ( HGF ) a sostegno della conta ematica, è di limitato valore. Il beneficio è osservato solo nei pazienti con malattia meno grave, che però difficilmente necessitano dei fattori di crescita ematopoietici. I fattori di crescita ematopoietici, somministrati da soli, non hanno nessun ruolo nell’anemia aplastica grave. La principale indicazione per l’uso dei fattori di crescita ematopoietici, e soprattutto del G-CSF ( fattore di stimolazione della crescita delle colonie di granulociti ), nell’anemia aplastica grave è quella di aumentare la percentuale di risposta alla terapia immunosoppressiva e di migliorare la sopravvivenza. Un precoce ripristino della conta dei neutrofili si presenta quando G-CSF è somministrato assieme alla terapia immunosoppressiva. Tuttavia gli studi clinici non hanno mostrato nessun significativo vantaggio nella risposta ematologia o nella sopravvivenza generale. Gli studi hanno fornito risultati conflittuali riguardo all’aumento del rischio di sindrome mielodisplastica o di leucemia mieloide acuta, con G.CSF dopo terapia immunosoppressiva. Nella sindrome mielodisplastica, i fattori di crescita ematopoietici sono impiegati per contrastare l’apoptosi intramidollare. In diversi studi, specialmente nella sindrome mielodisplastica a basso rischio, l’Eritropoietina ( EPO ) ad alto dosaggio, o il suo derivato glicosilato Darbepoetina ( Aranesp ), da solo o in combinazione con G-CSF, ha aumentato i livelli di emoglobina ed ha ridotto la necessità di trasfusioni di eritrociti nei pazienti selezionati con precedente frequenza di trasfusione inferiore a 2 unità al mese e livelli di eritropoietina inferiori a 500 U/l. Le misure della qualità di vita ( QoL ) sono risultate migliorate, ma il costo-efficacia di questo trattamento è tema di dibattito, così come la sicurezza a causa del rischio di progressione della malattia. Ad oggi, non ci sono evidenze, che nella sindrome mielodisplastica, i fattori di crescita ematopoietici producano un beneficio sulla sopravvivenza o modifichino il decorso della malattia. ( Xagena_2007 ) Marsh JC et al, Semin Hematol 2007; 44: 138-147 Link: Ematologia.net Link: MedicinaNews.it XagenaFarmaci_2007 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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