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Stenosi aortica lieve-moderata: aumentata incidenza di cancro tra i pazienti trattati con l’associazione Simvastatina ed Ezetimibe

Lo studio SEAS ( Simvastatin and Ezetimibe in Aortic Stenosis ) ha esaminato gli effetti della riduzione intensiva dei lipidi plasmatici con la combinazione di Simvastatina ( 40 mg/die ) ed Ezetimibe ( 10 mg/die ) nei pazienti con stenosi aortica.

La stenosi aortica è una malattia relativamente comune tra le persone anziane nei Paesi occidentali: se non trattata può progredire a insufficienza cardiaca.
La sostituzione della valvola aortica per la comparsa di gravi sintomi, rappresenta il secondo più frequente intervento di cardiochirurgia.
Non esiste alcuna terapia medica in grado di prevenire o guarire questa condizione.
Studi hanno mostrato che gli alti livelli di colesterolo LDL sono un fattore di rischio per lo sviluppo di stenosi aortica.

Lo studio SEAS è il primo studio randomizzato su grande scala disegnato per valutare gli effetti della terapia ipocolesterolemizzante nei pazienti con stenosi aortica.
Sono stati arruolati 1.873 pazienti in 173 Centri in Europa; i pazienti presentavano stenosi aortica da lieve a moderata senza sintomi, e non necessitavano di trattamento ipolipidemizzante.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere terapia ipolipidemizzante intensiva con l’associazione Ezetimibe e Simvastatina ( Vytorin, in Italia: Inegy ), oppure placebo.

Lo studio SEAS, iniziato nel 2001 si è concluso nel marzo 2008, quando il periodo osservazionale di 4 anni è stato completato per l’ultimo paziente arruolato.

L’endpoint primario era rappresentato da eventi cardiovascolari maggiori, un composito di eventi associati con la valvulopatia aortica e con la malattia aterosclerotica.
Gli endpoint secondari erano i due componenti distinti dell’endpoint primario: eventi associati alla valvulopatia aortica ( sostituzione valvolare chirurgica, ospedalizzazione per insufficienza cardiaca e morte cardiovascolare ) ed eventi associati alla malattia aterosclerotica ( infarto miocardico non-fatale, bypass coronarico, intervento coronarico percutaneo, ospedalizzazione per angina pectoris instabile, ictus non-emorragico e morte cardiovascolare ).

Rispetto al placebo, l’associazione Simvastatina ed Ezetimibe ha ridotto il colesterolo LDL in media del 61%, corrispondente ad una riduzione di circa 2 mmol/l ( 76 mg/dl ), e questo effetto si è mantenuto nel corso dello studio.

Un totale di 688 pazienti ha presentato uno o più eventi dell’endpoint primario.

Nessuna significativa differenza è stata osservata tra i gruppi di trattamento per l’endpoint primario combinato ( 333 pazienti con un evento nel gruppo terapia ipocolesterolemizzante e 355 nel braccio placebo; hazard ratio, HR=0.96 ) Neppure per l’endpoint secondario di eventi associati alla malattia valvolare aortica la differenza era significativa ( 308 versus 326; HR= 0.97 ).

L’associazione Ezetimibe e Simvastatina ha prodotto una riduzione statisticamente significativa del 22% nell’endpoint secondario di eventi aterosclerotici: 15,7% nel braccio terapia farmacologica e 20,1% nel braccio placebo.

Nessuna significativa differenza è stata riscontrata tra i due gruppi di trattamento nella proporzione di pazienti che hanno interrotto l’assunzione della terapia.

Da un’analisi di sicurezza è emerso che in 158 pazienti è stato riscontrato un grave evento avverso.
I pazienti assegnati alla terapia di combinazione Simvastatina ed Ezetimibe hanno presentato una maggiore incidenza di eventi tumorali ( 9.9% versus 7.0%; p=0.03 ) e anche più morti per cancro ( 4.1% vs 2.5%; p=0.05 ).

In conclusione, la studio SEAS ha trovato che la terapia ipocolesterolemizzante intensiva con la combinazione di Simvastatina ed Ezetimibe nei pazienti con stenosi aortica da lieve a moderata, appare ridurre il rischio di eventi di malattia coronarica, ma non rallenta la progressione della valvulopatia aortica. ( Xagena_2008 )

Fonte: Ulleval University Hospital, 2008

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