La nefroangiosclerosi è frequente nei pazienti con ictus ad esito fatale


La velocità di filtrazione glomerulare e il declino della funzione renale possono essere migliorati dalla prevenzione cardiovascolare globale.
Tuttavia rimane ancora sconosciuta la prevalenza della nefroangiosclerosi nei pazienti con ictus.

Utilizzando una banca dati relativa alle autopsie, un gruppo di Ricercatori del Bichat University Hospital a Parigi, ha studiato la prevalenza di nefroangiosclerosi in 820 autopsie consecutive di pazienti neurologici.

Un totale di 354 autopsie ha mostrato segni patologici di ictus e 466 di altre malattie neurologiche.

La nefroangiosclerosi è stata riscontrata nel 39.8% dei pazienti con ictus e nel 9% dei pazienti con altre malattie neurologiche.

L’odds ratio ( OR ) per la nefroangiosclerosi aggiustato per età e sesso, è risultato pari a 4,37, e a 2.94 dopo ulteriori aggiustamenti per fattori di rischio cardiovascolare.

Tra i 354 pazienti con ictus, la prevalenza di nefroangiosclerosi è risultata simile nelle persone con infarto cerebrale e in quelle con emorragia cerebrale, nei pazienti con o senza anomalie parenchimali legate a malattie dei piccoli vasi e tra i pazienti con diversi sottotipi di ictus ischemico ad eccezione di quelli con cause coesistenti.

Dopo analisi a variabili multiple, la nefroangiosclerosi è risultata associata in modo indipendente a età e storia di ipertensione in pazienti con ictus e con l’età in quelli con altri disturbi neurologici.

In conclusione, la nefroangiosclerosi è frequente nei pazienti con ictus fatale.
L’alterata funzione renale dovrebbe essere tenuta sotto controllo e prevenuta neipazienti con ictus e alta pressione sanguigna. ( Xagena_2009 )

Abboud H et al, Neurology 2009; 72: 899-904



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