Malattie Tumorali Ginecologiche - Xagena

 

     

 
La linfoadenectomia pelvica sistematica non migliora la sopravvivenza generale o libera da malattia nel carcinoma dell’endometrio in fasi precoce

I linfonodi pelvici sono la principale sede di diffusione extrauterina del tumore dell’endometrio nelle fasi iniziali, ma l’impatto clinico della linfoadenectomia non è stato valutato in studi randomizzati.

Un gruppo di Ricercatori italiani ha condotto uno studio clinico randomizzato per determinare se l’aggiunta di linfoadenectomia pelvica sistematica all’isterectomia standard con salpingo-ooforectomia bilaterale è in grado di migliorare la sopravvivenza generale e quella libera da malattia.

Dal 1996 al 2006, 514 pazienti con carcinoma dell’endometrio di stadio I ( classificazione FIGO ) sono state assegnate in maniera casuale a essere sottoposte a linfoadenectomia pelvica sistematica ( n=264 ) o a nessuna linfoadenectomia ( n=250 ).

I dati clinici delle pazienti, le caratteristiche patologiche del tumore e i dati operatori e dell’immediato post-operatorio sono stati registrati al momento delle dimissioni dall’ospedale.
Complicanze post-operatorie tardive, terapia adiuvante e dati di follow-up sono stati registrati a 6 mesi dall’intervento chirurgico.
La sopravvivenza è stata analizzata utilizzando il log-rank test e l’analisi di regressione multivariata di Cox.

Il numero mediano di linfonodi asportati è stato di 30 ( range interquartile = 22-42 ) nel braccio con linfoadenectomia pelvica sistematica e 0 ( range interquartile = 0-0 ) nel gruppo non sottoposto a linfoadenectomia ( P<0.001 ).

Complicanze post-operatorie, sia immediate sia tardive, si sono manifestate con una frequenza significativamente maggiore nelle pazienti sottoposte a linfoadenectomia pelvica sistematica ( 81 pazienti nel braccio linfoadenectomia e 34 nell’altro braccio; P = 0.001 ).

La linfoadenectomia pelvica sistematica ha migliorato la stadiazione chirurgica dal momento che il numero di pazienti con metastasi linfonodali è risultato significativamente maggiore nel braccio linfoadenectomia rispetto all’altro ( 13.3% vs 3.2%; P < 0.001 ).

Dopo un periodo ossrevazionale mediano di 49 mesi, sono stati osservati 78 eventi ( ricorrenza o decesso ) e 53 pazienti sono decedute.
Il rischio non aggiustato per il primo evento e il decesso è risultato simile nei due rami dello studio ( hazard ratio [ HR ] per il primo evento = 1.10; P = 0.68, e HR per decesso = 1.20, P = 0.50 ).

I tassi a 5 anni di sopravvivenza libera da malattia e di sopravvivenza generale in un’analisi intention-to-treat sono risultati simili nei due rami dello studio ( 81.0% e 85.9% nel braccio linfoadenectomia e 81.7% e 90.0% nel braccio senza linfoadenectomia, rispettivamente ).

In conclusione, la linfoadenectomia pelvica sistematica migliora in maniera statisticamente significativa la stadiazione chirurgica, ma non la sopravvivenza generale o libera da malattia. ( Xagena_2008 )

Benedetti Panici P et al, J Natl Cancer Inst 2008; 100: 1707-1716

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