|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L’Ibuprofene sembra ritardare o prevenire la malattia di Parkinson Uno studio, coordinato da Alberto Ascherio dell’Harvard School of Public Health, ha valutato se l’impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS ) fosse associato ad un più basso rischio di malattia di Parkinson in un’ampia coorte di uomini e donne negli Stati Uniti. Lo studio ha interessato 146.948 persone arruolate nel Cancer Prevention Study II Nutritional Cohort. I Ricercatori hanno osservato che i soggetti che avevano fatto uso regolare di Ibuprofene ( Brufen ) presentavano un rischio ridotto del 35% di sviluppare la malattia di Parkinson rispetto ai non utilizzatori. Rispetto ai non utilizzatori, il rischio relativo ( RR ) era 0.73 per coloro che assumevano meno di 2 compresse a settimana di Ibuprofene, 0.72 per 2-6.9 compresse a settimana e 0.62 per 1 o più compresse al giorno ( p per trend = 0.03 ). Nessuna associazione è stata trovata tra l’assunzione di Aspirina, altri farmaci antinfiammatori non steroidei o Acetaminofene ( Paracetamolo ) ed il rischio di malattia di Parkinson. I risultati indicano che l’Ibuprofene può ritardare o prevenire l’insorgenza di malattia di Parkinson.( Xagena_2005 ) Chen et al, Ann Neurol 2005; 58: 963-967 ParkinsonOnline.net MedicinaNews.it XagenaFarmaci_2005 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
© XAGENA 2010 - P.IVA: 04454930969 - REA: 1748680 - Tutti i diritti riservati |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||