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Benefici del trattamento esteso con Buprenorfina e Naloxone nei giovani con dipendenza da oppiodi

Il trattamento continuativo con l’associazione Buprenorfina e Naloxone ( Suboxone ) migliora gli outcome ( esiti ) nei giovani con dipendenza da oppiacei, rispetto alla detossificazione di breve periodo.

Ricercatori dell’University of Pennsylvania a Filadelfia negli Stati Uniti, hanno eseguito uno studio randomizzato, controllato, che ha confrontato la detossificazione di 14 giorni dopo 12 settimane di trattamento con Buprenorfina – Naloxone in 152 giovani di età compresa tra 15 e 21 anni con dipendenza da oppiodi.

Nel gruppo Buprenorfina e Naloxone 12 settimane, la dose massima è stata di 24 mg/die per 9 settimane e successiva riduzione graduale fino alla 12.a settimana.
Ai pazienti nel gruppo detossificazione era stato prescritto Buprenorfina e Naloxone fino a 14 mg/die, con successiva riduzione graduale al 14° giorno.

E’ stato osservato che i pazienti nel gruppo detossificazione presentavano una più alta proporzione di positività agli oppioidi all’esame dell’urina alla 4.a e all’8.a settimana, ma non alla 12.a.

Alla 4.a settimana, il 61% dei pazienti nel gruppo detossificazione ha presentato risultati positivi al test contro il 26% dei pazienti nel gruppo Buprenorfina - Naloxone 12 settimane.
All’8.a settimana, il 54% dei pazienti nel gruppo detossificazione ha presentato risultati positivi contro il 23% dei pazienti nel gruppo Buprenorfina - Naloxone.
Alla 12.a settimana, il 51% dei pazienti nel gruppo detossificazione aveva risultati positivi al test dell’urina contro il 43% dei pazienti nel gruppo Buprenorfina e Naloxone.

Alla dodicesima settimana, il 20.5% dei pazienti nel gruppo detossificazione è rimasto in trattamento contro il 70% dei pazienti nel gruppo Buprenorfina – Naloxone.

Questi dati mostrano che l’interruzione nell’assunzione di Buprenorfina - Naloxone ha effetti negativi in entrambi i gruppi; nel gruppo detossificazione sono stati riscontrati effetti più gravi. ( Xagena_2008 )

Fonte: Journal of American Medical Association, 2008

Link: PsichiatriaOnline.net

Link: MedicinaNews.it

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