Scompenso Cardiaco - Xagena Medicina

 

     

 
La funzione renale è un predittore di outcome nei pazienti con insufficienza cardiaca

Una ridotta funzione renale sembra essere un fattore di rischio indipendente di outcome ( esito ) cardiovascolare nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica con frazione di eiezione ventricolare sinistra marcatamente ridotta.

Uno studio coordinato da Hans L Hillege dell’University Medical Center di Groningen ( Olanda ) ha valutato l’importanza prognostica della funzione renale nei pazienti con scompenso cardiaco.

Sono stati analizzati i dati del programma CHARM ( Candesartan in Heart Failure Assessment of Reduction in Mortalità and Morbidity ).
Il Programma ha arruolato pazienti con insufficienza cardiaca cronica sintomatica e che presentavano frazione d’eiezione ventricolare sinistra ridotta ( inferiore o uguale al 40% ) o preservata ( maggiore del 40% ).

Durante il periodo osservazionale di 34.4 mesi, l’end point primario di morte cardiovascolare o di ricovero ospedaliero per peggioramento dell’insufficienza cardiaca cronica si è presentato in 950 dei 2680 soggetti ( 35.5% ).

Sia la ridotta velocità di filtrazione glomerulare stimata ( eGFR ) sia il più basso valore della frazione d’eiezione ventricolare sinistra sono risultati significativi predittori indipendenti di outcome ( esito ) non favorevole, dopo aggiustamento per i principali confondenti.

Il rischio di morte cardiovascolare o di ospedalizzazione per peggioramento dell’insufficienza cardiaca cronica, così come il rischio per la mortalità generale, è aumentato in modo significativo nei soggetti con velocità di filtrazione glomerulare stimata al di sotto di 60ml/min per 1.73mq ( hazard ratio aggiustato, HR = 1.54 per 45-60ml/min per 1.73mq e 1.86 per valori inferiori a 45ml/min per 1.73mq per l’outcome primario, entrambi p = 0.001; hazard ratio di 1,5, p = 0.006, e 1,91, p = 0.001, rispettivamente, per la mortalità generale ).

I dati emersi hanno indicato che un’alterata funzione renale è indipendentemente associata ad un aumentato rischio di morte, di morte cardiovascolare e di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica sia con frazione d’eiezione ventricolare sinistra preservata che ridotta. ( Xagena_2006 )

Hillege HL et al, Circulation 2006; 113: 671-678


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