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Teratoma identificato nella dissezione retroperitonale linfonodale post- chemioterapia: esito a lungo termine Pazienti con teratoma puro nei campioni di dissezione linfonodale retroperitoneale post-chemioterapia, sono stati tradizionalmente considerati a basso rischio di progressione della malattia. Ricercatori dell’University of Texas MD Anderson Cancer Center, a Houston negli Stati Uniti, hanno condotto uno studio con l’obiettivo di determinare gli esiti correlati alla malattia per i pazienti con teratoma puro individuato al momento della dissezione linfonodale retroperitoneale postchemioterapica, e di esaminare il valore prognostico di variabili cliniche che sono state identificate in precedenza come importanti predittori di malattia in questi pazienti. Nel periodo 1980-2003 sono stati identificati 97 pazienti con tumore a cellule germinali non-seminomatoso metastatico e teratoma puro al momento della dissezione linfonodale retroperitoneale post-chemioterapia. Dopo un periodo di follow-up mediano di 7.4 anni, 21 pazienti ( 22% ) hanno sviluppato malattia ricorrente dopo dissezione linfonodale retroperitoneale post-chemioterapia. Le probabilità a 5 e a 10 anni di essere liberi da ricorrenza sono state pari, rispettivamente, a 81% e 76%. I livelli di alfa-fetoproteina ( AFP ) dopo la chemioterapia e il coinvolgimento del mediastino alla presentazione, sono risultati predittori significativi di ricorrenza della malattia all’analisi multivariata. Il 9.3% ( n=9 ) dei 97 pazienti è deceduto per tumore del testicolo e 4 pazienti sono morti per altre cause. In conclusione, nei pazienti con istologia di teratoma puro alla dissezione linfonodale retroperitoneale post-chemioterapia, il coinvolgimento mediastinico alla presentazione e la presenza di un elevato livello di alfa-fetoproteina prima della dissezione linfonodale sono risultati predittori di un esito sfavorevole. L’assenza di coinvolgimento del mediastino e livelli normali di alfa-fetoproteina non hanno confermato l’assenza di ricorrenza di malattia. I pazienti che hanno avuto un teratoma al momento della dissezione linfonodale retroperitoneale post-chemioterapia restano ad alto rischio di progressione della malattia a causa della natura imprevedibile del teratoma e della presenza di malattia a cellule germinali, non-riconosciuta, al di fuori del retroperitoneo. ( Xagena_2009 ) Svatek RS et al, Cancer 2009;115:1310-1317 Link: UrologiaOnline.net Link: MedicinaNews.it Uro2009 Onco2009 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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