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Il PegInterferone alfa-2-a più efficace della Lamivudina nei pazienti con epatite B HbeAg-negativa Uno studio ha confrontato il PegInterferone alfa-2a ( Pegasys ) alla Lamivudina ( Epivir / Zeffix ) nei pazienti con epatite B cronica HbeAg-negativa. Dallo studio è emerso che i pazienti trattati in monoterapia con PegInterferone alfa-2a hanno presentato una più elevata risposta, che si è mantenuta per 24 settimane dopo interruzione del trattamento, rispetto ai pazienti trattati con Lamivudina, un analogo nucleosidico. L'aggiunta della Lamivudina al PegInterferone alfa-2a non ha migliorato la risposta. Gli attuali trattamenti dell'epatite B cronica, negativa all'antigene e dell'epatite B ( HbeAg ) non forniscono risposta sostenuta in un'alta percentuale dei casi. Le recidive sono frequenti appena il trattamento venga interrotto. Lo studio ha arruolato 537 pazienti di 13 Paesi. I pazienti sono stati trattati per 48 settimane con PegInterferone alfa-2a 180 microg per via iniettiva una volta a settimana, oppure con Lamivudina 100mg/die per os, oppure con un'associazione di PegInterferone alfa-2a e Lamivudina. I due end-point primari di terapia erano: - normalizzazione dei livelli di alanin-aminotransferasi ( ALT ) ( indicatore di danno epatico ); - soppressione dei livelli di DNA del virus dell'epatite B al di sotto di 20.000 copie/ml ( indicatore di attività antivirale ). Alla 72° settimana ( 24 settimane dopo il completamento della terapia ): - il 43% dei pazienti trattati con PegInterferone alfa-2a in monoterapia hanno presentato una riduzione del livello di DNA virale al di sotto di 20.000 copie /ml rispetto al 29% di quelli trattati con Lamivudina. L'aggiunta di Lamivudina al PegInterferone alfa-2a non ha migliorato in modo significativo l'esito del trattamento. - la percentuale dei pazienti con livelli normalizzati di alanin-aminotransferasi è risultata significativamente più alta con PegInterferone alfa-2a in monoterapia rispetto ai pazienti trattati con Lamivudina: 59% versus 44%. La perdita di HBsAg è stata riportata in 12 pazienti trattati con PegInterferone alfa-2a ed in nessuno dei pazienti trattati con Lamivudina in monoterapia. La sieroconversione HBsAg ha interessato 8 di questi pazienti. La percentuale di reazioni avverse è risultata più bassa nel gruppo Lamivudina rispetto al gruppo PegInterferone alfa-2a e al gruppo PegInterferone alfa-2a + Lamivudina. I più comuni effetti indesiderati del trattamento con PegInterferone alfa-2a sono stati: piressia ( 59% versus 4% ), senso di affaticamento ( 42% versus 18% ), mialgia ( 27% versus 6% ), cefalea ( 24% versus 8% ). ( Xagena_2004 ) Fonte : The New England Journal of Medicine, 2004 Virologia.net MedicinaNews.it XagenaFarmaci_2004 « Home | Stampa articolo | Invia E-mail |
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